Edizione straordinariaaaaaa!!!

Attenzione, attenzioneeeeee!!!

Edizione straordinariaaaaaaaaa!!!

Ieri era venerdì, e mi sono svegliata alle 10 del mattino.

Non mi capitava da 10 anni 🙂

Questa settimana sono uscita tutte le sere.

Non mi capitava da 10 anni 🙂

Sono una donna mooolto coraggiosa

Amo le montagne russe, amo quelle scariche di adrenalina che ti fanno saltare il cuore fuori dal petto.

Non amo il pericolo, ma amo il rischio…

Le cose belle della vita

 

Ogni tanto può capitare di essere di cattivo umore

Capita a tutti di essere di cattivo umore.

Ma a me NON può capitare !!!

Quando ti chiedono come stai, e il tuo mondo magari sta andando a rotoli, cosa si risponde di solito?

“Tutto bene, grazie!”

E’ sempre più comodo e veloce rispondere così 🙂

Nostalgia canaglia

 

Una grande e grossa come me che parla di nostalgia?

Ebbene sì, e non si tratta di una normale nostalgia, ma di una “nostalgia canaglia”, canaglissima.

Ve li ricordate Albano e Romina, a Sanremo?

Io, purtroppo sì, e mi si sta cariando un dente solo al pensiero.

Ma andiamo avanti.

Il problema è che MI MANCAAAAAAAAAAAAAA

Chi? Il mi maritooo

Ho capito che deve lavorare, e che il suo lavoro a volte lo porta a viaggiare, ma quando è troppo è troppo, uffa!

Prima in Brasile, e subito dopo in Cina.

Un po’ più lontano nooooo?!?!?!?

So a cosa state pensando, ma state sereni: non è andato a San Paolo, o a Rio, ma in quella parte del Brasile dove la donna più bella somiglia alla signora Pina, Fantozzi.

Fosse dovuto andare a Rio, credo proprio che lo avrei accompagnato, a costo di infilarmi in una gigante valigia.

E quando lui era in Cina, le giocatrici di pallavolo erano tutte in Italia, a vincere, e le altre cinesi sono troppo basse per lui (speriamo che non le incontri ora che saranno anche tornate!)

Come è vero che la lontananza fa bene, fa benissimo: quando è qui, a volte, lo menerei con il matterello (almeno lo userei per qualcosa), ma quando è lontano…

C’è troppo silenzio in questa casa, quando lui non c’è.

Mi mancano anche le nostre litigate, e v’ho detto tutto.

Perchè, diciamocelo, ma litigare fa bene.

Litigare fa sentire vivi.

Spesso si finisce a litigare per cavolate, e lo si fa perché magari la giornata è stata impegnativa, e la sera si arriva stanchi, spesso stressati, e allora si a bisogno di sfogarsi, e si butta fuori, tutto.

Litigare vuol dire passione, amore.

Se a uno non gliene importa più nulla, non litiga neanche più.

La vera nemica della coppia è la noia, e noi non ci annoiamo mai, ah no no!

Oggi va così: oggi sono entrata in modalità “nostalgia canaglia”.

Oggi sto “sfogliando” le foto della nostra vita: quelle di quando eravamo due ragazzini (In realtà LUI era un ragazzino, ma io ero già donna, ops); le foto dei nostri primi viaggi; il nostro matrimonio; le nostre pance che crescevano assieme, solidali una con l’altra, e l’arrivo di Danny…

La foto di quel finto tatuaggio che volevo farti credere di aver fatto, con l’immagine del nostro bacio, ma tu non ci sei cascato, neanche per un attimo.

Sei uno spacca maroni cosmico, ma oggi mi manchi, più del solito.

Sarà che è un momento un po’ così…

Sarà che averti accanto a me, anche quando sei distratto e taci, mi fa sentire al sicuro…

Sarà perché sono consapevole di aver incontrato un uomo serio, solido, perbene…

Sarà perché non mi da fastidio che i brutti siano diversi…

Sarà perché mi hai fatto il regalo più bello che una donna possa ricevere…

Sarà, sarà…ma oggi mi manchi, tanto.

Torna presto spaccamaroni.

Torna a casa Lassie.

Tua “stagionata”

PS: mica è colpa mia se ho 8 anni più di lui, e questo è il soprannome che mi sono meritata! Argh

Barbara

 

 

Ecco perché ho sposato un uomo più giovane di me, e non Simon le Bon.

 

Mio marito ieri ha compiuto gli anni.

E fino a qui tutto normale: mio marito compie gli anni una volta l’anno.

Tutti compiono gli anni una volta l’anno!

Ma quanti anni ha compiuto?

37

Ebbene sì, ed essendo che io a febbraio nel farò 45, mio marito, oggi, ha 7 anni meno di me.

“Ma non lo dire, ma non si vede!”

E’ da quando mi sono messa con lui che mi sento dire le solite frasi.

“Mi sono messa con”

Chissà da dove arriva questo modo di dire, però mi piace e quindi, anche se forse proprio corretto non è, lo uso.

Stavo dicendo (o meglio dire, scrivendo), che, da quando MI SONO MESSA CON lui, tutte le mie amiche mi dicono che non dovrei dire che abbiamo 7 anni di differenza.

Non dirloooooo?!?!? Ma perché mai?!?!??!

Anziiiiii, lo dico eccomeeeeee!

Io ho 7 ANNI in più di mio marito, e lui 7 ANNI meno di me, e ne sono fiera.

Da quando sto con lui mi sento ringiovanita, più leggera e più femminile, e la chirurgia non c’entra nulla.

Fidanzatevi con uno più giovane di voi, vedetelo diventare ogni giorno più bello (quando l’ho conosciuto era bellino, ma non come ora), iniziate a pensare che appena mollerete il colpo ci sarà una ragazzina più giovane e sgamata pronta a rubbbbbarvelo, e vedrete come il ringiovanimento sarà immediato.

Se avessi sposato Simon le Bon mi sarei seduta sugli allori e mi sarei lasciata invecchiare, come ha fatto lui (che e diventato parecchio bruttino), e invece?

E’ invece ho sposato Marcello Agrati, e non ho tempo di stare seduta sugli allori, ma mi devo tenere in forma, per non farmelo fregareeeeeeee!!!

Dieta (ogni tanto), qualche lezione di acquagym, lunghe camminate, un massaggio a settimana, vita sana e lunghe dormite.

Ecco i trucchi principali per mantenersi in forma e cercare di tenersi un uomo più giovane di te.

Se poi ogni tanto lo fate ingelosire dicendo che c’è un uomo più vecchio di lui che vi sta corteggiando…allora il gioco è fatto!

I giovani sono felici di essere giovani, ma secondo me davanti ad un uomo più vecchio e con “apparente” maturità, ed esperienza in più, scatta la competizione.

Non sono a favore della chirurgia plastica, specialmente quando questa i connotati non li recupera, ma li cambia, ma penso che una donna, specialmente dopo i 40, si debba curare.

Ci si deve curare prima di tutto per noi stesse, ma anche per le persone che ci vogliono bene, e che sono costrette a vederci tutti i giorni.

Ci si deve curare perché curarsi fa bene al corpo, ma anche alla mente.

Perché nella vita è importante realizzarsi, in famiglia e sul lavoro, ma è anche importante volersi bene, e non lasciarsi mai andare.

Ci sta che quando il marito torna dal lavoro non vi trovi ad attenderlo seduta sul divano, con tacchi a spillo e calze a rete, ma magari neanche con una vecchia tuta e i bigodini in testa, no?!

So che curarsi costa, e che non tutti possono permetterselo, ma i modi per farlo in economia si trovano sempre.

Una bella camminata veloce in mezzo al verde, con la musica del cuore nelle orecchie, non costa nulla.

Un bel bagno caldo rilassate, con doccia fredda finale, almeno sulle gambe, per la circolazione, non costa nulla.

E poi ci sono un sacco di maschere e di peeling naturali che si possono fare in casa con il miele, il bicarbonato etc, e anche quelle costano davvero poco.

Se poi nel maialino dei risparmi avete qualche soldino che avanza, allora potete trovare un massaggiatore onesto e bravo che venga a casa, e una volta ogni tanto potete andare in un buon centro a farvi un bel trattamento al viso, e al corpo.

Per ringiovanire la pelle del viso non serve la chirurgia, ma, per quella che è la mia esperienza, basta non truccarsi troppo, e struccarsi bene, usare delle buone creme nutrienti (non necessariamente di quelle famose e costose) e tenere la pelle pulita e idratata con pulizie del viso, maschere e non solo.

Ieri, per esempio, ho fatto il mio primo trattamento all’ossigeno, al viso, nel centro di una mia amica: con una sorta di macchinetta ti spruzzano sulla pelle ossigeno e diverse sostanze che in questo modo penetrano e idratano molto (acido jaluronico, cellule staminali vegetali , vitamine etc).

E visto che ero lì, e che c’erano delle ottime offerte, mi sono regalata anche una fantastica seduta di pressoterapia alle gambe, con bendaggi imbevuti di sali del mar morto.

Sono tornata a casa decisamente ringiovanita, e alleggerita, prontissima per festeggiare, con una romantica cena, il mio giovane maritino.

Et voilà!

Barbara

Quando il marito è via…

Quando il marito è via…i topi ballano.
Schersssssssssooo
Però, dai, siate sincere: quando il marito è via…qualcosa cambia, eccome se cambia!!!
Mio marito è partito per la Cina per lavoro, e starà via per una settimana.
Premesso che ovviamente mi manca e che di notte cerco il suo piede sotto al piumone, ma per il resto devo ammettere che non è niente male.
Mi sento un pò come quando ero single e vivevo da sola: apro il frigo quando ho fame, accendo il fuoco dei fornelli raramente e non metto mai la tovaglia.
Mio marito ama la tovaglia bianca, quella classica, quella che si macchia, subito.
Io amo i servizi all’americana.
Avete presente quelle tovagliette singole plastificate che si trovano in tutti i colori e tutte le fantasie?!
Ce ne sono anche di molto eleganti e, quando si macchiano, si prende la spugnetta dal lavandino della cucina e tac, tutto torna come nuovo!
La mattina non mi sveglio pensando a cosa cucinerò per cena.
Alle 9 non vado a fare la spesa per comprare quello che mi è venuto di voler preparare.
So che ci sono casalinghe brave che programmano tutta la settimana e riescono a fare la spesa una volta sola, ma io non sono tra quelle.
Io vado a fare la spesa circa 1 volta al giorno, a volte anche due (dimentico sempre qualcosa).
Io faccio la spesa quando mi sento inspirata, quando ho delle illuminazioni sul menù.
Ma quando il marito è via, la spesa non la faccio proprio e vado avanti fino ad esaurimento scorte: pasta in bianco, frittata o pollo (le uniche cose per cui accendo il fuoco) e insalatone varie con lo scatolame in via di scadenza.
A volte sono anche capace di cenare con 4 gallette di riso e una busta di prosciutto cotto.
E vogliamo parlare delle camicie che spariscono dal cesto della roba da lavare?!
Pura libidine!
Sarà che quando c’è LUI io entro in modalità “ansia da prestazione” (e non parlo di quella fisica), ma quando LUI parte io raggiungo la pace dei sensi, mi rilasso.
Porto mio figlio a scuola, torno a casa, metto in ordine, vado magari in palestra o a fare qualche commissione, scrivo, lavoro e a volte mi rilasso pure.
Ovviamente, quando LUI è via, le commissioni si dimezzano, ovvio!
“Amore saresti così carina da passare dal mio commercialista?”, “Amore saresti così carina da passare in lavanderia?”.
MA certo, tanto io non ho l’auto, ma giro in scooter anche sotto la pioggia, quindi cosa vuoi che ci metta a fare tutto?! Grrr
Alle 16.30 prendo Danny a scuola, torniamo a casa, da soli o con qualche amichetto, giochiamo e quando sono le 19 iniziamo a pensare a cosa mangiare per cena.
Alle 19.15 ceniamo, alle 20.30 lo metto a letto e a quel punto parto con lo zapping furente in cerca delle trasmissioni più leggere del mondo (mio marito guarda solo documentari o film) e mi ubriaco di “come ti vesti”, “come ti svesti”, “cosa cucini”, “facciamo un centrotavola” etc etc etc.
Ovviamente non lavo i piatti della cena, ma faccio un tutt’uno con le tazze della colazione del giorno dopo!!!
Se alle 22.30 sono stufa della tv allora mi faccio un bagno caldo di un’ora e leggo un bel libro d’amore.
Dopo il bagno mi incremo e me ne vado a letto.
A quel punto, nel letto, mi limo le unghie e rido (lui non vuole che io mi limi le unghie a letto)
E quando le unghie sono perfette, mi preparo al mio appuntamento con Morfeo e lo faccio mettendo la testa sul mio cuscino e i piedi dalla sua parte e tengo rigorosamente le braccia aperte.
Adoro occupare tutto il letto matrimoniale, da angolo ad angolo.
Che dire?
Amore mi manchi, ma non troppo, ops.
Barbara
Pane, burro e alici: una dei piatti impegnativi che preparo in assenza del marito!

Pane, burro e alici: una dei piatti impegnativi che preparo in assenza del marito!

 

 

 

Vi ho mai raccontato di quando…

 
Oggi era uno di quei giorni no, uno di quei giorni in cui ti svegli, e da quando metti giù il primo piede dal letto, tutto inizia ad andare storto.
Oggi era uno di quei giorni in cui avrei solo avuto voglia di prendere ed andarmene, lontano, da tutto e da tutti.
Ebbene sì: capita anche a me!
Sorrido, sorrido sempre, non perchè io sia scema, ma perchè amo davvero la vita.
Ma poi una mattina mi sveglio, e vedo tutto nero.
Vorrei avere un lavoro diverso, un marito un po’ più affettuoso e un figlio meno piagnucolone.
Vorrei essere una moglie meno critica, una mamma più paziente e una donna esigente, con gli altri e con me stessa, e meno pigra.
Sì sì, meno pigra. So che da fuori non lo sembro, ma vi assicuro che sono pigra, pigrissima.
Quando mi capitano queste giornate NO, allora attacco il mio ipod allo stereo e faccio partire il file dove memorizzo i brani che mi piacciono di più, e magari ballo pure.
Ascolto la musica che mi piace e cerco di pensare solo a cose belle: penso alla mia famiglia, alla mia meravigliosa mamma, al mio bellissimo bambino, penso al fatto che di momenti tosti ne abbiamo passati, ma che alla fine siamo ancora tutti qui, e stiamo bene.
E poi penso a lui: penso al mio principe azzurro che ho incontrato proprio quando ormai non ci speravo più, e sorrido.
Non vi ho mai raccontato come ci siamo conosciuti, ma soprattutto…dove?
Ci siamo conosciuti in Africa, a Zanzibar.
Ero andata a ballare con i miei compagni di viaggio al “Garage”, la discoteca più famosa di Stone Town (la capitale di Zanzibar).
Strano che io vada a ballare eh?!
Ed ecco che in quel buco buio, pieno di ragazzi di colore, sbuca lui: il ragazzo alto, bianco e con la faccia da buono .
Allora sembrava davvero buono, forse perché pesava 25 kg più di oggi e faceva tenerezza.
Noi eravamo in 7 e loro anche: eravamo gli unici bianchi della discoteca.
Ad un certo punto uno dei miei amici si avvicina al gigante bianco e lo saluta affettuosamente.
Dopo poco mi ritrovo a chiacchierare col mio amico e gli chiedo di quel ragazzo alto con la faccia da buono e a quel punto lui mi dice che è di Monza come lui e che si conoscono da quando sono piccoli.
Inizia a descrivermelo come un ragazzo di buona famiglia, per bene, simpatico etc etc.
Sentivo che stava per arrivare un “Ma…” e quindi quando ho chiesto se c’era qualcosa in lui che non andasse, il mio amico ha risposto “E’ troppo giovane per te!”
Era fine dicembre del 2003: il giovane ed io abbiamo chiacchierato tutta la sera e prima di salutarci gli ho lasciato il mio numero di telefono dicendo di chiamarmi se per capodanno volevano raggiungerci al nord, dove ci saremmo trasferiti il giorno dopo con il catamarano che avevamo affittato.
Al nord, a fare una giornata di mare il 31 dicembre, ci sono venuti solo i suoi amici (lui si era scottato al sole il giorno prima e quindi aveva preferito fare un giorno di pausa), ma la sera sono tornati al loro villaggio.
Non ho più sentito la sua voce fino a metà gennaio.
Ero all’areoporto in partenza per Berlino per il we e mentre stavo per spegnerlo…mi è suonato il cellulare.
“Ciao sono Marcello, ti ricordi di me?”
Dopo 2 settimane ci siamo dati il primo bacio per strada, sotto casa mia, e non ci siamo più lasciati.
Sono passati quasi 10 anni e ne abbiamo fatta di strada assieme.
Ci sono giorni, come oggi, in cui lo userei al posto del sacco da boxe, ci sono giorni in cui mi fa imbestialire, ma ci sono anche tanti altri giorni in cui mi manca l’aria al solo pensiero di non invecchiare con lui, al mio fianco.
Che dire?
Forse la musica, e i bei ricordi, anche oggi sono riusciti a fare diventare bella anche una giornata iniziata male.
Fufiu!!!
Barbara

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Il segreto della felicità

 
Il segreto per la felicità è partire col proprio compagno, col proprio marito, senza figli.
Il segreto della felicità è partire e poi tornare per vedere la faccia di tuo figlio quando ti viene incontro giù per le scale e sorride, e ti abbraccia, e ti bacia tutta partendo dalle gambe per poi arrampicarsi ed arrivare agli occhi, alle guance, alla fronte…
Eh su dai, diciamocelo: le vacanze con i figli non sono vere vacanze.
E la cosa bella è che io ero davvero felice di rivederlo.
Sapete bene quanto io, come tutte le mamme, ami mio figlio, ma non mi vergogno di dire che alla fine della crociera avrei tanto voluto che fosse già il 12 settembre per portarlo a scuola e liberamene per ben 8 ore di seguito.
Non so cosa succeda alle altre mamme, ma io quando ho mio figlio nei paraggi non sono mai rilassata al 100%.
E poi, soffrendo di ansia di prestazione, passo la giornata a pensare a come rendere felice lui senza pensare più a quello che farebbe felice me.
Stare sdraiata a leggere il libro di turno, per esempio?
Ma quando mai!
Svegliarsi la mattina in due, fare colazione e poi tornare nel lettone a farsi le coccole?
Ma quando mai!
Baciare tuo marito mentre prendete il sole senza vedere arrivare lui di corsa, geloso di quel bacio tra mamma e papà?
Ma quando mai!
Ecco, avevo proprio bisogno di un paio di giorni di tutto questo, di vero relax da sola, con l’uomo che amo, con il padre di mio figlio.
E con la scusa di seguire il cantiere della casa che stiamo costruendo in Puglia, 3 giorni e 2 notti ce li siamo presi.
Non sono tanti, ok, ma sono bastati, eccome se sono bastati.
Sono tornata ieri sera, rilassata e felice.
Danny ha subito voluto vedere le foto e quando ha visto quelle di me arrabbiata in spiaggia e vicino all’aereo, mi ha chiesto perchè avevo la faccia arrabbiata.
Quando ho risposto “Perchè dovevo lasciare papà che tornava a Milano a lavorare” lui mi ha guardata e mi ha chiesto ” Ma non eri felice di tornare da me?”
Il mio piccolo grande amore.
Adesso non avrei voglia di accompagnarlo a scuola per lasciarcelo 8 ore di seguito, adesso ho solo voglia di stare con lui e di godermelo.
Fatelo donne: ogni tanto lasciate i vostri figli con i nonni, gli zii, qualcuno di cui vi fidiate, e partite.
Partite per un paio di giorni con l’uomo che amate o anche con le vostre amiche.
Divertitevi, rilassatevi, fate shopping e per almeno 72 ore dimenticatevi di essere mamme e ricordatevi di essere donne.
Tornerete felici e soddisfatte.
Farà bene a tutti.
Barbara

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Sacco vuoto sacco pieno, frigo vuoto frigo pieno

 
Ditemi che da piccoli non avete mai giocato a “sacco vuoto sacco pieno”?!
Un grande diceva “Sacco pieno” e tu bambino dovevi stare dritto in piedi
Un grande diceva “Sacco vuoto” e tu dovevi piegarti
E poi lo stesso grande iniziava il vero gioco: “Sacco pieno, sacco vuoto, sacco pieno, sacco pieno, sacco vuoto, sacco pieno , sacco pieno, sacco pieno, sacco vuoto, sacco pieno, sacco vuoto”
E tu su, giù, su, su, giù, su… e diventavi matto, e sudavi, e ridevi.
Non so perchè, ma quando sono tornata da Venezia con Danny e ho trovato il frigo vuoto, ho ripensato a quel vecchio gioco e mi sono messa a ridere, da sola.
E’ pazzesco, ma i mariti quando ci siamo noi in casa vogliono il latte X, i cornflakes Y, la frutta Z etc etc, ma quando sono da soli e noi siamo via per un pò di giorni, allora sono capaci di vivere anche mangiando solo scatolette, senza mai aprire il frigo.
E allora ecco che quando torni trovi 3 mele ammaccate, il latte scaduto e i cornflakes finiti, ma non ricomprati.
D’ altronde è così comodo fare la colazione al bar e gli aperitivi lunghi e rinforzati.
E la domanda sorge spontanea: ” Ma non è che noi donne, mamme, mogli, fidanzate e amanti ce la meniamo un pò troppo per accontentarli quando a questi basterebbe molto, ma molto meno?”
Verrebbe spontaneo obiettare visto che comunque questi chiedono sempre e in continuazione.
Solo che ora io ho capito perché: loro a chiedere ci provano sempre e noi ci caschiamo perché sotto sotto anche la donna più stronza fuori alla fine è geisha dentro.
Eh dai suuu ammettiamolo!
A noi donne ci piace attraversare la città in motorino con 40 gradi all’ombra per andare a comprare le briosc preferite del nostro amato o dei nostri amati (se vogliamo mettere di mezzo pure i figli).
A noi donne ci piace cucinare un bel polpettone di quelli buoni da mangiare anche freddi così per un paio di giorni loro sono a posto e possono stare lontano dalle scatolette.
A noi donne ci piace ricomprare la frutta fresca anche se sappiamo già che faranno marcire pure quella.
A noi donne piace renderli felici.
A noi donne piace riempire loro il frigo prima di ripartire lasciandoli di nuovo soli in città mentre noi portiamo la prole al mare.
Saranno i sensi di colpa?
Ma quali sensi di colpa: non so se starà meglio lui di giorno in ufficio con l’aria condizionata e la sera libero come un fringuello o io di giorno in spiaggia a fare castelli di sabbia con 40 gradi e zero vento e la sera svenuta a letto prima della fine del primo tempo del film delle 21.
La verità è che noi donne siamo state mandate sulla terra per occuparci di loro e per farli felici, è la nostra missione.
Ora vado a far partire l’ultima lavatrice e poi volo al mare, in treno.
Barbara Wonderwoman 
Frigo pronto per una settimana da "single"

Frigo riempito per il mio maritino e la sua settimana da “single”

 

Il bello di non partire è che non bisogna rientrare.

 
So che dopo quello che dirò, stasera pioverà di nuovo come ha piovuto sabato sera, ma devo dirlo:
“Mio marito aveva proprio ragione”
Ecco, l’ho detto.
Danny boy in Sardegna
Danny boy in Sardegna
Appena le nonne mi hanno confermato che avrebbero portato Danny con loro in Sardegna per ben 9 giorni, il mio primo pensiero è stato ” E che si fa il week-end visto che siamo soli soletti senza il pupo?”
Peccato che la domandina l’ho fatta a mio marito lunedì scorso ossia il giorno dopo il rientro dalla grigliata per il suo compleanno fatta al lago di Como da amici: 3 ore di coda per rientrare, due maroni incredibili.
Abbiamo anche provato a fare i furbi attraversando il lago col ferryboat, ma abbiamo solo buttato 15 euro perchè la coda era di nuovo lì ad aspettarci.
Risultato? 
Mio marito, alla mia domandina facile facile e tanto ricca di entusiasmo, ha risposto: “Io week-end prossimo non mi muovo da Milano”
Tiè!
Avevo una mezza idea (forse un quarto) di andare al mare, noi due, da soli, ma quella mezza idea è stata presto abbattuta, strozzata, strangolata.
Non nego che anche io non avevo tutta questa voglia di muovermi, ma non lo avrei mai ammesso, neanche sotto tortura.
Quindi quando il maritino ha fatto sparire anche quel quarto di idea che mi era rimasta , ho aspettato che andasse al lavoro e sono salita in terrazza a pulire e preparare tutto per il nostro we romantico e rilassante, a casa. 
Alla fine siamo davvero rimasti a Milano e devo dire che, dopo aver letto diversi commenti di ieri sera su faccia da libro, sono proprio contenta.
Il bello del non partire è che non devi rientrare.
Il bello del non rientrare è che non trovi km di coda per il rientro.
Il ragionamento non fa una piega no?!
Venerdì sera siamo andati a cena con una coppia di amici al Petit.
Il Petiti è un ristorante molto carino che hanno aperto degli amici circa 3 anni fa, ma non ero ancora riuscita ad andarci (sono una frana, pigra e smemorata).
Per la prima volta, ho preferito portarci il marito di venerdì perchè durante la settimana è troppo pericoloso.
Diciamo che il posticino è frequentato dalle più belle gnocche di Milano dove quella più normale si chiama Belen.
Per fortuna le belle gnocche il week-ed vanno tutte al mare a sfoggiare i loro lati B mentre noi comuni mortali possiamo circolare libere sentendoci anche passabili, in loro assenza.
Il problema è che, oltre che a me, il Petit è piaciuto molto anche a mio marito, pur senza tutte le gnocche di sempre, e quindi ci vorrà tornare, azz!
maritolavorafotoUdite udite: sabato mio marito è salito in terrazzo e ha iniziato a scartavetrare le sedie e i tavoli per riverniciarli.
Ok, ok, avrebbe potuto farlo mesi fa, ma va benissimo anche ora: basta che l’abbia fatto!
Mentre lui scartavetrava secondo voi io cosa ho fatto nel mio week-end libero senza figlio?
Sono andata in una Spa?
Mi sono fatta fare un massaggio?
Ho letto un bel libro?
Ho guardato un film intero?
Sono andata a fare shopping?
Ho visto le amiche?
Ho fatto mani, piedi e ceretta (ormai sembro Cita, ma non la moglie di Fantozzi)
Sono salita in terrazza e almeno io mi sono sdraiata al sole approfittando della situazione carina che avevo “apparecchiato” per due?
Ma cosa dite mai (come diceva il mio amato Topo Gigio): in terrazza non sono proprio salita (non si respirava aria buona con tutto quello scartavetrare), ma sono rimasta giù in casa e ho messo in ordine tutti gli armadi, il garage e anche la cantina, olè!
Sabato sera, distrutti , ma felici di tutto il lavoro fatto, siamo andati noi due in tête a tete a cena al nostro amato Temakinho in Corso Garibaldi.
Il Temakinho è lo stesso ristorante nippo-brasilero dove siamo andati a cena prima del concerto di Jovanotti: si mangia super bene e si spende il giusto.
Domenica mio marito ha finito di carteggiare e ha riverniciato 7 sedie, 2 tavolini e il tavolo grande e per finire ha fatto pure un ottimo lavoro di giardinaggio.
Che dire?! Ogni tanto mi ricordo perchè mi sono innamorata di lui.
moglielavprafotoIo ho finito di mettere in ordine tutti gli armadi e come se non bastasse, ho passato anche un paio di ore a piangere guardando le foto di Danny boy che avevo appena ricevuto dalla Sardegna: una deficiente!
Alle 16 però mi sono messa in costume da bagno e sono salita in terrazza.
Ho avuto il coraggio di entrare nella mini piscina di Danny e di sdraiarmi sul materassino al sole per più di un’ora, mentre mio marito mi guardava con invidia e finiva di verniciare.
Per farmi perdonare  sono andata a fare la spesa e gli ho comprato un bel po’ di frutta e altre cose che gli servivano.
Ho scritto “gli ho comprato” perchè io oggi parto, mentre lui resta.
Ho deciso di approfittare di questi 4 giorni liberi che mi rimangono (Danny torna giovedì) e visto che questa settimana non ho grossi impegni e su in terrazza ho gli operai che per i prossimi 4 giorni batteranno dalla mattina alla sera per spaccare il vecchio intonaco del palazzo accanto, me ne vado a casa mia a Venezia e resto lì ad aspettare i mie uomini che mi raggiungeranno venerdì.
Ciapa.
Barbara
Terrazza: dal mio assetto "relax" all'assetto "bricolage"

Terrazza: dal mio assetto “relax” all’assetto “bricolage”