S.I.P.A.P: progetto “positività”

 

Vorrei un telegiornale che desse solo buone notizie.

Vorrei un quotidiano che desse solo buone notizie.

Vorrei un settimanale e un mensile, che dessero buone notizie.

Vorrei siti che dessero buone notizie, e uno l’ho pure trovato, navigando in cerca di positività.

Vorrei che in televisone dessero solo commedie e film comici.

Vorrei che Barbara d’Urso andasse in pensione.

Vorrei che “report” tornasse ad essere solo quella parola che indica il riassunto di una riunione, positiva. 

Eh che cavolo!

Ma basta!

Non se ne può più.

Come ti giri ci sono solo notizie negative, immagini negative ed esempi negativi.

Sono stufa di incontrare gente che mi parla solo dei suoi problemi.

Vi ascolto volentieri, vi faccio sfogare e, se posso, vi aiuto pure, ma ogni tanto datemi anche una bella notizia su!

Anche io spesso attacco dei pipponi pazzeschi alle mie amiche. Anche io mi lamento perché vorrei un marito più presente, un lavoro più entusiasmante e i numeri vincenti della lotteria, ma ogni tanto sorrido anche.

Sorrido spesso!

Sorrido perché anche quando sono di pessimo umore, per mille giusti motivi, riesco comunque a fermarmi un attimo, e ricordare che nella mia vita ci sono anche tante cose belle, e allora sorrido.

Sono stufa di sentire telegiornali parlare solo di padri che uccidono figli, e di mariti che uccidono le mogli.

E più ne parlano e più questi tipi di delitti aumentano, grazie all’emulazione di gente malata di disperazione.

C’è tanta gente disperata in questo momento.

Gente che avrebbe bisogno di segnali di speranza, gente che avrebbe bisogno di sentirsi dire che forse c’è una via d’uscita, e che bisogna crederci. 

Ci sono anche bimbi che guariscono, e aziende che si rimettono in piedi.

C’è anche chi ce la fa, ma nessuno lo racconta.

C’è anche chi ha ancora tanto per sorridere, ma pensa sempre e solo alle cose che non vanno, e allora gira col broncio perenne.

Avete presente le mollette per stendere i panni?!

Ecco! Mettetene due agli angoli della bocca, soffrite un pochino, in silenzio, e sorridete.

Fatelo per voi, per chi vi vuole bene, e anche per chi non ve ne vuole, e vi vorrebbe in lacrime.

Sorridete perché le cose belle succedono solo a chi le desidera davvero, e non a chi si piange addosso, sempre.

Vi ho già raccontato dei S.I.N.A.P., spiegandovi che sono i più pericolosi, che è meglio evitarli, o imparare a conviverci, senza farsi influenzare.

Bene! Da oggi ho deciso di inventarmi una nuova figura: i S.I.P.A.P, ossia Soggetti che Influenzano Positivamente le Altre Persone.

Portiamo tutti in giro un po’ di sana positività.

Quando incontrate un amico che non vedete da tanto, non raccontategli che il lavoro sta andando male, che ultimamente con i figli adolescenti è dura, e che vostra zia ha un brutto neo che stanno analizzando.

Quando incontrate un amico che non vedete da tanto, raccontategli dell’ ultimo film bellissimo che avete visto, oppure di quel libro che vi ha consigliato un’amica, e che vi ha fatto tanto bene.

E smettetela di condividere sui social video di bambini o animali feriti o morti, e foto agghiaccianti.

Condividete gioia, allegria, e positività.

E se avete i soldi spendeteli!

Non fatevi rimbambire da questo terrorismo psicologico e mediatico che continua a ripeterci che c’è la crisi e che l’uscita del tunnel è ancora molto lontana.

Se li avete spendeteli, e fatelo senza sensi di colpa, perché aiuterete il mondo ad uscire da questa cavolo di crisi.

Mai come ora c’è bisogno di positività, e tutti noi abbiamo qualcosa o qualcuno che ci danno ancora la voglia di sorridere.

Fate una prova e da oggi, quando incontrate qualcuno, raccontategli tutte le belle notizie che vi vengono in mente, solo belle notizie, mi raccomando.

E ora giratevi verso chi è più vicino a voi, e sorridetegli, anche se non avete nessun motivo per farlo.

Ricordatevi che un giorno non avremo più tutti i denti che abbiamo ora, quindi meglio sorridere fino che li abbiamo tutti no?!

Adesso vi dico un segreto: se voi sorriderete al mondo, il mondo sorriderà a voi.

Se non ci credete… guardate questo video

Baci

Barbara

 

 

Notizie sì, notizie no.

 

Elisabetta Canalis si è sposata vestita da meringa, e Belen Rodriguez si è presentata al matrimonio vestita da concorrente di “Ballando sotto le stelle”.

Era ovvio che il giorno dopo sarebbe partito il tam tam mediatico, e che sarebbe durato a lungo, senza esclusione di colpi.

“Ma che cafona! Non si entra vestite così in Chiesa, e poi non è chic  rubare l’attenzione alla sposa attirando su di sè gli sguardi di tutti”

“Ma di chi era il vestito della Canalis? Ma perché  non ha indossato qualcosa che esaltasse di più le sue belle forme? Sarà mica incinta?”

E vai di botta e risposta, di accuse e repliche, e di fiumi di dementi esternazioni.

Donne che accusano altre donne di aver criticato per invidia.

Invidia?

Ma secondo voi si può invidiare una gran bella gnocca che invece di indossare qualcosa di semplice ed elegante, decide di rendersi ridicola, e fa la “gnorry”?

Ma quello che mi disturba di più sono quelli che si sono permessi di criticare la troppa attenzione data a queste stupidate, quando ci sarebbero cose ben più importanti di cui scrivere a parlare.

Ecco, appunto, parliamo di notizie sì e notizie no.

Ma vi siete accorti che da quando danno così tanto spazio a mariti che uccidono le donne amate, e a genitori che uccidono il sangue del loro sangue, questo tipo di delitti stanno aumentando a vista d’occhio?!

Mai sentito parlare di emulazione?

Ma è possibile che ormai al telegiornale non si senta parlare che di violenza, omicidi impensabili e atroci decapitazioni?

Ma dare anche altri tipi di notizie? Magari ogni tanto anche buone notizie? Notizie di speranza, notizie di ripresa.

Ben venga Belen e il suo volgare abito di pizzo.

Vorrà dire che da domani le case di moda venderanno meno tubini e più pizzi.

Evviva le notizie stupide, e l’emulazione innocua.

E con questo passo e chiudo

Barbara

 

Raoul e Chiara: problemi di comunicazione?

 
So che sto per “toccare” uno degli idoli delle italiane quindi prima di “prendere le botte” o di ritrovarmi scooter e bici con le gomme a terra, faccio subito un paio di premesse:
1) Raul Bova mi è sempre piaciuto e sempre mi piacerà (anche se preferisco quelli con la faccia da cattivo ragazzo tipo Jeff Goldblum, che forse vi ricorderete come protagonista della “Mosca” e di “Jurassic Park”)
2) Non mi stanno sui maroni i romani, anzi, ho un sacco di amici simpatici a Roma.
3) Chiara Giordano non la conosco e siccome non mi piacciono (fisicamente) le donne… mi sta “neutra”.
Fatte queste premesse ora mi azzardo a dire la mia e vediamo cosa succede, ops.
Ma secondo voi è normale che una coppia che decide di separarsi lo faccia raccontando i cavoli propri sui settimanali di gossip e di moda (perchè “Vanity Fair” per fortuna non fa solo gossip)?
Se io dovessi arrivare a prendere la difficilissima decisione di separarmi e avessi anche dei figli, credo che starei a casa a leccare le ferite mie e dei miei figli spiegando loro che mamma e papà non si amano più come prima, ma che si vogliono ancora bene e che staranno accanto a loro per tutta la vita.
Cercherei di ritrovare la giusta carica e l’energia per ricominciare.
Ovvio che quando uno si sposa spera che sia per sempre e fa il possibile perché ciò accada, ma a volte i sogni si spezzano e la vita ti mette davanti a difficoltà e a scelte molto dure.
Già sono momenti pesantissimi se si è in due, ma se ci sono di mezzo dei figli è ancora più dura.
Se ci sono dei figli bisogna fare il possibile per cercare di mantenere la calma e un forte equilibrio, evitando di farne fare a loro le spese, evitando di prendere decisioni avventate e di dire parole che sarebbe meglio lasciare al vento.
Settimana scorsa è uscito in edicola il numero di “Vanity Fair” con Raou Bova in copertina: diceva di esser stato costretto a rilasciare un’intervista per proteggere i propri figli.
Se nella foto vedete la copertina di “Vanity Fair” un pò rovinata, è perchè sono rimasta talmente colpita dalle sue parole che mi è caduto il giornale in vasca (certe riviste e certi articoli li leggo quando faccio il bagno perchè, di solito, mi rilassano).
Ma fatemi capire: uno per proteggere i propri figli decide di raccontare i cavoli suoi a tutto il mondo?
Nell’intervista dice che i compagni di scuola dei figli andavano da loro a dire che il padre era gay, che era un evasore fiscale etc etc e allora lui ha voluto spiegare bene come stavano davvero le cose.
Scusa Raoul, ma spiegarle a loro non sarebbe stato più carino?!
E la Signora Giordano, che ha sempre tenuto tanto alla privacy della loro famiglia, come ha reagito all’intervista dell'”Ex marito”, di cui non era stata avvisata?
Si è giustamente arrabbiata.
E cosa ha fatto per esternare la sua rabbia?
E’ andata da Roul a dirglielo in faccia?
Ma perdindirindina, certo che no, anche perchè per farlo avrebbe dovuto prendere un aereo.
Roul nell’intervista ha detto che loro due non si sono lasciati per colpa di qualcun altro, ma alla fine dell’intervista è subito volato a Madrid per stare con la sua nuova compagna Rocio Münoz Morales, conosciuta 2 anni fa sul set degli “immaturi”.
E quindi come ha fatto la Signora Giordano a dire a Roul che era molto arrabbiata con lui?
Lo ha chiamato sul cellulare?
Su Skype?
Gli ha scritto un sms?
Un Whatsapp?
Un messaggio in privato su Facebook o su Twitter?
Lo ha fatto chiamare dalla sua cara mamma che di cognome fa “Bernardini De Pace” (anche lei molto arrabbiata: povero Roul)?
Niente di tutto ciò:
Lo ha fatto rilasciando una bella intervista sul numero di “Chi” in edicola oggi e visto che c’era ha anche voluto precisare che il loro rapporto era in crisi da 2 anni (e non da 3 come sosteneva Roul) ossia da quando Roul era sul set di “Immaturi” con Rocio Münoz Morales (che caso!)
Ma bravi!
E’ proprio così che si proteggono i figli (???)
Argh
Barbara