Perfetti sconosciuti: sapere o non sapere?

 

Venerdì scorso, grazie ad un amico, sono riuscita ad avere un tavolo per 2 al mitico D’O, il ristorante di Davide Oldani.

Rivoglio la segreteria telefonica!!!

 

Se penso che sono stata una delle ultime a comprarlo, il cellulare…

Io quel cavolo di cellulare non lo volevo!

Forse lo sapevo che sarebbe stata la mia rovina, la rovina di tutti, di tanti…

Ero così felice e serena con il mio piccolo telecomandino in borsa.

Ve lo ricordate il “telecomandino” a distanza delle vecchie segreterie telefoniche?

Avere la segreteria telefonica era già un lusso, e il telecomandino era la ciliegina sulla torta: non dovevi aspettare di tornare a casa per sentire i messaggi nella tua segreteria.

Chiamavi casa, digitavi nella cornetta il tuo codice segreto, e taaaaac, la tua segreteria iniziava a parlarti: “Nella segreteria sono presenti 2 nuovi messaggi! Digitare asterisco per ascoltare i messaggi, oppure riagganciare”

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E ovviamente tu quell’asterisco lo digitavi eccome!

Volevi taaaaanto sapere chi ti aveva lasciato quei messaggi.

Che emozione!

Vi ricordate quando si metteva la chiave nella toppa della porta e si entrava di corsa, quasi col fiatone, per vedere se la lucina rossa lampeggiava?

Non vedevi l’ora di scoprire se LUI aveva chiamato, e magari lasciato la SUA calda voce nella TUA fredda segreteria…

Quante volte invece era solo la mamma, che ti ricordava di metterti la canotta di lana?!

Ma porca paletta!

Rivoglio la mia segreteria telefonica!

Rivoglio quelle emozioni!

pioggiaIeri ho preso per ben due volte la pioggia, mentre ero in scooter!

Chiamarla “pioggia” forse è un eufemismo, perché di secchiate d’acqua si trattava.

E la seconda volta mi è andata peggio, perché mentre ero sotto un albero in attesa che le secchiate finissero, o che un fulmine prendesse l’albero sotto il quale mi ero rifugiata, ho avuto la bella idea di tirare fuori il cellulare dalla borsa, per scattare la foto che vedete qui accanto, e per vedere l’ora esatta, visto che l’orologio del motorino è un po’ avanti, e io sono una precisina del cavolo.

Dovevo andare a prendere mio figlio all’arrivo del bus, del campus estivo, e non volevo fare tardi.

Peccato che proprio mentre tiravo fuori il telefonino, dalla una foglia gigante è scesa una goccia gigante, sul mio cellulare, ops.

Non avevo capito la “gravità” della cosa, quindi lo ho asciugato e rimesso in borsa.

Peccato che da quel momento il mio cellulare si sia spento, e mai più riacceso, nonostante immersione notturna del riso, e tante coccole.

Sono stata circa 15 ore senza cellulare, e la sensazione è stata quella di avere il braccio destro più corto di quello sinistro: mi mancava la prolunga!

Eh sì, perché, diciamocelo, ma a volte il nostro cellulare diventa davvero la prolunga del braccio destro.

A volte il cellulare lo hai sul tavolo, o su comodino vicino a te, e anche se non suona, o non arriva nessun messaggio, tu ti ritrovi a prenderlo in mano, e a guardarlo…

Poi visto che lo hai in mano, entri in facebook, in instagram, nella posta, e ovunque tu possa entrare, con la prolunga della tua mano destra, o sinistra, se sei mancino.

Adesso ho un cellulare!

Ma il problema è che non è il mio, ma quello che mio marito mi ha gentilmente prestato.

Il problema di quando ti prestano un cellulare, diverso dal tuo, è che avresti voglia di lanciarlo contro il muro, ogni 5 minuti!

Digito la M e mi esce la L, non riesco ad inviare neanche gli sms, perché il tasto di invio non è a destra, come nel mio, ma a sinistra.

Quando usi lo stesso cellulare per tanto tempo, ormai non lo guardi quasi più lo schermo, ma vai a memoria.

E quindi oggi tutte le volte che cerco di inviare un messaggio, lo cancello, azzzzzzz!

Volevo andare da quelli della “mela” (giusto per non fare nomi), ma, dopo un’ora sul loro sito, non sono riuscita a prenotare un appuntamento, e allora mi sono un po’ arrabbiata (giusto poco poco) e sono uscita di casa diretta a Cinatown, dal mitico Johnny, in Via Giordano Brno 20, a Milano (02.36523360).

Se il tuo pc o il tuo cellulare hanno un problema, risolvibile, lui te lo risolve, velocemente, e senza dissanguamenti !

E poi c’è chi ancora ha da che ridire sui cinesi!

Ma meno male che esistono!

Ecco, magari non proprio tutti tutti daiiiii

Adesso il mio cellulare giace sul tavolo del laboratorio di Johnny, e presto saprò che fine farà.

Stamattina ho fatto il giro di tutti gli operatori di telefonia alternativi al mio attuale, a chiedere preventivi per fare eventualmente nuovo contratto, con nuovo smartphone compreso.

Sono quindi già pronta con diverse soluzioni alternative, se il mio cellulare andrà definitivamente sepolto, e quindi mi sono messa l’anima in pace.

Anche se…

Anche se vorrei tanto poter riavvolgere la bobina, e tornare a quando non avevo il cellulare, ma solo quel piccolo telecomando per ascoltare la mia segreteria anche quando non ero a casa.

Ieri sera, senza alcun cellulare nelle vicinanze, la mia mano destra ha passato una serata intera senza prolunga.

Ieri sera la mia mano destra era libera di accarezzare il viso di mio figlio, senza nessuna distrazione…

Che potere assurdo che hanno preso questi maledetti cellulari.

Li tocchi di continuo

Li guardi di continuo

Li senti suonare anche se non stanno suonando

Il nostro cervello è ormai invaso di strani “Bip bip”, anche quando intorno a noi regna il silenzio.

Eppure spesso quando suonano non portano belle notizie: il commercialista, il teatro che ti vuol vendere un cinquantina di biglietti per spettacoli di beneficenza (perché non sanno che la beneficenza a volte servirebbe anche a chi risponde), l’amica che è sparita da anni, ma che, quando ha bisogno, sa sempre dove trovarti…

Vabbè, ormai ci sono, e tocca conviverci, ma bisognerebbe davvero imparare a spegnerli, ogni tanto…

Besos

Barbara