Un livornese vince il David e un livornese perde la sua occasione, al David.
Valerio Mastandrea meriterebbe un oscar e Paolo Ruffini…uno sculaccione di quelli belli forti!

Non sono Santa Maria Goretti e le parolacce scappano anche a me, eccome, ma direi che alla mia età so dove e quando posso permettermelo.

E Paolo Ruffini?

Lui NO.

Mi piacerebbe sapere chi ha scelto di affidare all’ex presentatore di Colorado la conduzione del premio “David di Donatello”, su rai 1.

Facciamo un appaluso?

Anche no.

Forse Ruffini pensava di essere ancora lì, sul palco di Colorado.

Eppure anche Paolo Virzì, il livornese vincitore per il miglior film con “Il capitale umano”, ha cercato di far capire a Ruffini che forse stava un po’ esagerando.

«Modera il lessico, io capisco tutto perchè parlo le lingue, ma a te poi ti devono sottotitolare, fai le cose a modino»

Eppure Ruffini ha continuato imperterrito per la sua strada, facendo una gaffe dietro l’altra.

Definire Sophia Loren una bella “moglie del topo” sicuramente è stata una battuta fuori luogo, ma quello che ha dato più fastidio a me sono state le troppe, troppissime volte in cui il giovane aspirante presentatore ha nominato il nome di Dio invano.

E il rispetto dove sta?!

mastandeaDarei un Oscar alla “grande bellezza” delle parole di  Valerio Mastandrea che, appena arrivato sul palco, ha esordito dicendo: «Facciamo un applauso per un altro che ci ha provato e non ci è riuscito? Succede a tutti” ha detto l’attore al collega sul palco dei David, “Poi c’è un periodo di sei mesi in cui ci si deprime a casa, il lavoro non va tanto bene, ma poi si riparte. Stai tranquillo. Perché un David quanto può cambiare la carriera di un attore? Un David non lo so, ma presentarlo so che può cambiare la carriera di chiunque».

Grande, grandissimo Valerio Mastandrea.
Qualcuno doveva pur parlare chiaro con quel ragazzetto volgare e maleducato.

Caro Ruffini, puoi anche difenderti dicendo che non hai fatto nulla di male, che scherzavi e che, secondo te, dire “Bella topa” ad una bella donna non è un offesa, ma secondo me hai sbagliato, e parecchio.

Il problema è che come ha sbagliato lui sbagliano in tanti, e spesso sbaglio pure io.

La volgarità spesso fa ridere e siccome alla gente piace ridere, e la gente ha bisogno di ridere, spesso si finisce per usare la volgarità nel momento sbagliato e nei posti sbagliati.

Per non parlare di quando certe parole escono per pura rabbia, incontrollata.

Non possiamo lamentarci se i nostri figli dicono le parolacce, perché è da noi che le sentono.

Prometto che da oggi in poi cercherò di farmene scappare meno, e prometto anche che se rivedrò la faccia di Ruffini in televisione…cambierò canale!

Barbara