Siete mai andati a camminare con la musica forte forte nelle orecchie?

Quel “forte forte” che non ti assorda, ma che ti isola, catapultandoti in un mondo tutto tuo, fatto di ricordi e di speranze?

A me ultimamente capita spesso.

Ho sempre amato le mie veloci passeggiate per la città: esco di casa, accendo “runtastic”, metto le mie cuffie e parto, direzione “non si sa”

A volte vado verso il parco Ravizza, non lontano da casa, e proseguo verso i navigli; a volte vado verso il centro, e salgo a piedi sul Duomo.

Cammino veloce, sorpasso, attraverso, osservo, sorrido, a volte rido e a volte piango…

A volte penso al passato, a quello che non ho fatto, e a quello che avrei potuto fare diversamente, o meglio.

A volte penso a quello che vorrei ancora fare, a volte ho paura di provarci, e altre mi arrendo ancora prima di cominciare, e scuoto la testa, mentre cammino, tra me e me.

Amo la musica forte nelle orecchie, e quel silenzio attorno.

Sembra di vivere in uno di quei vecchi film muti in bianco e nero: vedi la gente che cammina, che muove la bocca, che si agita…ma non senti nulla.

Poi capita che la musica finisca all’improvviso, e all’improvviso senti un clacson, una voce, e torni ai giorni d’oggi.

Ieri, mentre camminavo veloce, ad un certo punto ho incrociato lo sguardo di una ragazza, che mi ha guardato e mi ha sorriso, come se mi conoscesse.

Chissà come si sentono le persone famose quando incontrano tutta quella gente che li guarda e sorride.

Chissà che fanno…

Ricambiano tutti i sorrisi col rischio di un crampo mascellare, o tirano dritto facendo finta di niente’

Io ieri ho sorriso, e oggi ancora mi chiedo se avevo una grossa caccola che sporgeva dal mio naso, o se è una di quelle sfortunate che mi segue su instagram, e magari aveva appena visto uno dei miei ultimi video idioti fatti col mio amato microfono 🙂

Ieri a camminare non ero da sola: ieri a camminare ero con una bambina.

A volte vorrei lasciarla a casa e uscire da sola, ma lei vuole sempre stare con me, e non è sempre facile staccarsi da lei.

Io ho solo un figlio, e come molti di voi sanno, è un maschio.

E quindi?

E quindi chi è questa bambina che spesso mi segue?

Io, sono io.

Quella bambina è quella parte di me che non vuole crescere, che non vuole staccarsi da me.

A volte mi fa bene, a volte no.

Quella bambina mi regala sempre un grande entusiasmo, anche quando faccio e rifaccio le stesse cose, e ogni volta mi aiuta a trovare un nuovo motivo per sorridere, per esserne felice.

Quella bambina mi fa sentire “semplicemente” triste, quando, camminando, incrocio due barboni che dormono, e mi dico che non è giusto che io abbia un tetto e loro no.

Quella bambina mi fa guardare le vetrine di vestiti come se su quegli scaffali ci fossero quintali di lecca lecca colorati: con la bocca aperta, e gli occhi che sbrilluccicano.

Quella bambina mi riporta indietro nel tempo, e, quando la musica è alta, e fuori regna il silenzio, mi fa sentire lo stesso le voci, tante voci.

Spesso la voce che strilla di più è proprio la sua.

E’ come se la vedessi che mi guarda dal basso e, col classico tono da sgridata, mi dice: “Non stai facendo abbastanza”

“Invece di correre torna a casa a fare il tuo dovere”

“Invece di camminare…corri”

“Invece di pensare a te…pensa agli altri”

La Barbara grande pensa di meritarsi tutto, la Barbara piccola la sgrida di continuo

Quella bambina spesso mi riporta coi piedi per terra, mentre io sono lì che cammino e sogno, immaginando di cambiare il mondo,il mio mondo, per diventare una persona migliore, che si voglia più bene.

Di solito sono i grandi che sgridano i piccoli, ma io, che proprio normale normale non mi sento, ho lei.

Ieri, mentre camminavo, ad un certo punto il mio sguardo è caduto sulla mia ombra.

Come era grande la mia ombra.

In quel momento ho pensato: “Ecco vedi: tu la tua ombra la devi guardare più spesso, perchè tu sei come lei: tu sei grandeee”

Guardando la mia ombra, per un attimo, mi sono sentita davvero grande, e forte.

A volte sono proprio le persone che sembrano sicure ad avere le più grandi insicurezze.

Quando sembri forte tutti si appoggiano su di te, tutti contano sulla tua forza, apparente.

Quando gli altri pensano che tu sia forte, tu non puoi deluderli, tu non vuoi deluderli, e allora corri, corri sempre più veloce.

E sapete qual’è l’errore più grosso?

Aspettare che siano gli altri a dirti: “Brava”, e a sperare che nessuno ci sgridi più, adesso che non siamo più piccoli.

E invece? E invece a sgridarci ci pensiamo da soli, e “brava” non ce lo dice nessuno.

Da oggi in poi guarderò più spesso la mia ombra, specialmente quando il sole è alto nel cielo, e l’ombra si fa più lunga.

Imparerò più spesso a dirmi “brava” da sola.

Ascolterò meno quella bambina quando è in “modalità critichina”, ma soprattutto, penserò più spesso a tutto quello che ho fatto, piuttosto che a quello che avrei potuto fare meglio.

Noi siamo tutti come le nostre ombre a mezzogiorno: noi siamo grandi, e non dobbiamo dimenticarcelo più!!!

Besos