Poi inizia la lezione, lo vedi che, tra un colpo a vuoto e l’altro, colpisce le sue prime palle, senti Federico, il maestro, che gli fa i complimenti quando lui colpisce, vedi che dopo quegli elogi lui si impegna, sempre di più.
Vedi che sorride felice e a quel punto capisci…
I bambini, specialmente negli anni della prima infanzia, vivono molto intensamente la relazione con i propri genitori e hanno un forte bisogno di sentirsi apprezzati ed amati.
Ecco perché dovremmo imparare a punire meno ed elogiare di più.
Tempo fa leggevo di un dibattito, aperto dal Wall Street Journal, in cui si diceva che più si elogiano i figli e più aumentano i comportamenti “buoni”.
Si diceva che gli elogi devono essere accompagnati anche da gesti fisici, come l’abbraccio, per stabilire o rinsaldare il rapporto tra genitori e figli.
In quel dibattito qualcuno sosteneva che le punizioni rendono aggressivi.
Sembra infatti che uno studio fatto su ragazzi con comportamenti violenti e conflittuali abbia rivelato che questi ragazzi da piccoli avevano spesso ricevuto sculacciate.
Gli stessi che sostenevano ciò, sostenevano anche che cercare di fare ragionare i ragazzi spiegando solo verbalmente le cose servisse poco come poco servono gli adulti sui pacchetti di sigarette.
Si sosteneva quindi che le punizioni servono, ma che non debbano essere né corporali né legate a divieti come non guardare la televisione o non giocare con il computer.
La punzione deve essere una cosa educativa che non deve mortificare, ma deve aiutare a crescere.
Se per esempio il bambino fa i capricci perchè non vuole mai aiutare in cucina, allora vada per un bel corso di cucina che appassioni il bambino.
Spesso certi capricci fatti e certi “no” detti, derivano da una speranza del bambino di potersi affrancare e crescere e quindi il dovere di noi genitori forse è proprio quello di cercare di capire cosa i nostri figli ci stanno chiedendo con il loro atteggiamento di sfida.
Quindi ok ai castighi, ma che siano intelligenti.
So bene che la reazione più spontanea a certi comportamenti e a certi capricci sono le sgridate, le urla e le eterne spiegazioni.
Sono mamma anche io e vi assicuro che mi arrabbio spesso e che quando succede a volte mi sentono anche i vicini, ma putroppo a volte insistere sui danni e sulle colpe suscita l’aumento della rabbia e dell’opposizione dei nostri figli.
Oggi ho avuto l’ennesima conferma che è molto meglio approvare i comportamenti corretti che stare sempre lì a criticare quelli sbagliati.
I notri figli hanno bisogno delle nostre approvazioni e dei nostri complimenti.
Non dico di non sgridarli più, per carità, ma magari ricordiamoci un pò più spesso di far notare loro anche quando sono stati bravi e facciamolo con dei begli abbracci.
Barbara
P.S.: è stata davvero un’emozione vederlo tirare le sue prime palline nello stesso campo in cui presi anche io e mie prime lezioni di tennis più di 30 anni fa…

Un bel bagno dopo la prima lezione di tennis

Tanti abbracci utili e importanti




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