Il tempo che vorrei

Domani compio 47 anni e, come ogni anno, prima del mio compleanno, cerco di fermarmi un attimo per fare qualche bilancio (durissima per me fermarmi un attimo)

Probabilmente nun ve ne pò fregà di meno, ma ora vi dirò lo stesso cosa ne è venuto fuori da questi bilanci 🙂

Un compleanno crepato :)

 

Che io sia una passionale, nel bene e nel male, non l’ho mai nascosto.

Sono capace di commuovermi per una pubblicità, ma anche di incazzarmi parecchio per piccole cose (scusate la parolaccia, ma per rendere l’idea non potevo che usare questo termine).

Come passa il tempo :)

 

Sono già passati 8 anni, e invece mi sembra ieri…

Quel giorno erano di turno sia l’ostetrica che il mio pusher, ops, l’anestesista.

No Garavelli no party!

 

Avete mai visto il film “Mamma ho perso l’aereo 2“?

Tutta la famiglia è in partenza per la Florida, ma Kevin, il solito bambino biondo di “Mamma ho perso l’aereo 1”, insegue uno con la giacca uguale a quella di suo papà, e finisce sul volo per New York.

Vi starete chiedendo perché io abbia parlato di quel film, e la mia risposta è: non lo so!

Beh, fin verità forse un motivo c’è: anche nella mia vita c’è un bambino biondo, ma stavolta resta a casa, con la nonna.

E io non vado in Florida con il resto della famiglia, ma a New York, con mio marito.

YEEEEESSSSSSSSSS

Tra poche ore mi imbarco, e bye bye Milano.

Sabato compio ben 45 anni e siccome si dice che passare il ghiaccio sulla pelle ringiovanisca, ho deciso di andare a New York, e di strisciare a faccia in giù sui marciapiedi della grande mela, per un intero week-end! Ahahahahahahhaha

Me la ricordo ancora la mia prima festa di compleanno, semi seria.

Era il 1982, ero a Venezia,  e compivo 12 anni!

Dopo aver passato anni bendata, nel tentativo di attaccare la coda nel punto giusto dell’asino, per vincere uno stupido giocattolino, finalmente era arrivato il tempo del gioco della bottiglia, dei primi lenti, e dei primi baci.

Il 1982 era l’anno del “Tempo delle mele 2” e nessuna colonna sonora poteva essere più adatta al gioco della bottiglia, e ai primi baci umidi (con lingua).

Da quell’anno, forse perché ci avevo preso gusto, non ho più smesso…

Ma nooooo! Non di dare baci umidi, ma di fare feste per il mio compleanno!

Ma quest’anno…

Quest’anno, per il primo anno, ho deciso di non fare la festa, ma di partire, con mio marito.

Ci siamo regalati un lungo fine settimana tutto per noi, senza figlio, nella grande mela.

A New York ci siamo già stati una volta, assieme.

Danny era piccolo piccolo e noi, per iniziare la nostra carriera di genitori col piede giusto, avevamo deciso che una coppia deve continuare a vivere anche di luce propria, con i figli ben lontani, ogni tanto.

Sono passati circa 7 anni, e quella voglia di starsene un po’ lontano da tutto e da tutti è tornata.

No Garavelli, no party!

Scusate amici, ma quest’anno festeggio in un modo un po’ diverso.

Quest’anno ho bisogno di rinfrescarmi le idee, e forse ho scelto il posto giusto per farlo, ops!

Besos, ci si sente al mio ritorno.

Barbara

 

La forza delle donne

 

Quando ero giovane ero un maschiaccio, e da bravo maschiaccio giravo principalmente con amici maschi.

Con gli amici maschi uscivo la sera.

Con gli amici maschi partivo per i fine settimana, e spesso si dormiva anche nella stessa stanza.

Dormire nella stessa stanza con un uomo che non è il tuo fidanzato, o il tuo cucco provvisorio?

E perché no?! Se quell’uomo è un tuo amico, e con lui c’è la complicità che c’è tra gli amici, senza altri interessi, e secondi fini, allora si può.

Le mie coetanee parlavano di borse, e di vestiti, e passavano le ore a spettegolare su quello e su quella, e a me non interessava.

Preferivo la schiettezza, e la leggerezza degli uomini.

E poi?

E poi cresci, e crescono anche le donne intorno a te.

Quelle ragazze che ti sembravano frivole e prive di grandi interessi, diventano donne, mamme.

Quelle donne, e quelle mamme, vedono le loro priorità cambiare. 

Cambiano quindi gli argomenti, e inizi a capire che certe donne ora ti possono dare tanto.

Ieri sera un invito a cena, per festeggiare i 40 anni di una cara amica.

La tua amica, due vecchie amiche che non vedevi da tanto, due amiche nuove, e un tavolo quadrato, che unisce, subito.

Sette vite che si intrecciano, sette cuori che parlano, che si lasciano un po’ andare, e si confessano.

E’ il turno di lei, che ti racconta della sua passione per il lavoro, una passione così forte che per un attimo sembra diventare anche la tua, e ti emoziona.

Poi senti una super mamma raccontarti di come quel trasferimento ha cambiato in meglio la sua vita, e la sua dedizione alla sua nuova famiglia allargata ti fa sentire orgogliosa di esserle di nuovo seduta accanto.

E lei? Lei che ha un compagno a volte un po’ troppo precisino, ma riesce a tenergli testa, e non cede?

Non si sente mai inferiore, e va avanti a testa alta, sempre?

Beata lei.

C’è chi sente forte la voglia di affermarsi anche fuori dal nucleo familiare, la voglia di tornare ad essere di nuovo donna, e non solo mamma e compagna.

Senti la sua energia che si sprigiona, la paura che la fa barcollare, e la forza e la determinatezza che accorrono a sorreggerla.

E’ arrivato anche per lei il momento di parlare, e lo fa senza freni, come un fiume in piena.

Ha capito che loro sono le donne giuste, e allora decide di confessarsi. 

Si confessa l’eterna insicura, quella convinta di non aver fatto abbastanza, convinta di essere arrivata ad un momento di svolta.

Parla lei che vorrebbe sentirsi più amata, più desiderata, più stimata, da chi ama.

Parla lei che pretende sempre troppo da tutti, specialmente da sé stessa.

Parla lei che non sa cosa sia meglio: se restare e coltivare le proprie passioni, e le proprie potenzialità, o partire e coltivare la sua nuova terra, in Puglia.

E una lacrima scende, mentre in quel ristorante alla moda sfilano donne finte, e ragazzine affamate di successo.

La sua mano afferra un piccolo tovagliolo di carta nero, e si asciuga velocemente gli occhi, quasi per nascondere, e spazzare via, quelle tracce di debolezza.

Ma poi ci ripensa, e pensa che quella debolezza sia umana, molto umana, e allora guarda le donne sedute accanto a lei, quasi per chiedere loro aiuto, e l’aiuto arriva.

La forza delle donne sta nella solidarietà che può esistere solo tra donne che sanno cosa vogliono, tra donne che si vogliono bene, e che sanno voler bene.

Esiste anche l’invidia, è vero, ma io concepisco solo “l’invidia buona”, quella che ti fa desiderare di avere la stessa forza di lei, lo stesso amore per il suo lavoro di lei, e la stessa determinazione di lei.

E allora torni a casa con le loro parole che ti rimbombano in testa, e, prima di coricarti, ti rialzi in piedi.

“Sei una brava mamma. Sei una donna in gamba. Hai fatto tanto. Vedrai che troverai la tua strada. Prenditi un po’ di tempo per te”.

La tua eterna insicurezza lascia il posto ad un sorriso, e al ricordo dei successi ottenuti.

In effetti qualcosa di buono l’ho fatto, e se la smetto di avere paura, sono sicura che arriveranno tante altre soddisfazioni, e saprò fare la scelta giusta.

E se la scelta non sarà quella giusta? Andrò avanti a testa alta, e cambierò strada.

Bello andare a dormire più leggera, felice di aver rivisto e conosciuto delle donne forti, passionali e solidali.

Grazie.

Oggi si ricomincia, sempre a testa alta.

Barbara

 

 

 

 

 

 

Ecco perché ho sposato un uomo più giovane di me, e non Simon le Bon.

 

Mio marito ieri ha compiuto gli anni.

E fino a qui tutto normale: mio marito compie gli anni una volta l’anno.

Tutti compiono gli anni una volta l’anno!

Ma quanti anni ha compiuto?

37

Ebbene sì, ed essendo che io a febbraio nel farò 45, mio marito, oggi, ha 7 anni meno di me.

“Ma non lo dire, ma non si vede!”

E’ da quando mi sono messa con lui che mi sento dire le solite frasi.

“Mi sono messa con”

Chissà da dove arriva questo modo di dire, però mi piace e quindi, anche se forse proprio corretto non è, lo uso.

Stavo dicendo (o meglio dire, scrivendo), che, da quando MI SONO MESSA CON lui, tutte le mie amiche mi dicono che non dovrei dire che abbiamo 7 anni di differenza.

Non dirloooooo?!?!? Ma perché mai?!?!??!

Anziiiiii, lo dico eccomeeeeee!

Io ho 7 ANNI in più di mio marito, e lui 7 ANNI meno di me, e ne sono fiera.

Da quando sto con lui mi sento ringiovanita, più leggera e più femminile, e la chirurgia non c’entra nulla.

Fidanzatevi con uno più giovane di voi, vedetelo diventare ogni giorno più bello (quando l’ho conosciuto era bellino, ma non come ora), iniziate a pensare che appena mollerete il colpo ci sarà una ragazzina più giovane e sgamata pronta a rubbbbbarvelo, e vedrete come il ringiovanimento sarà immediato.

Se avessi sposato Simon le Bon mi sarei seduta sugli allori e mi sarei lasciata invecchiare, come ha fatto lui (che e diventato parecchio bruttino), e invece?

E’ invece ho sposato Marcello Agrati, e non ho tempo di stare seduta sugli allori, ma mi devo tenere in forma, per non farmelo fregareeeeeeee!!!

Dieta (ogni tanto), qualche lezione di acquagym, lunghe camminate, un massaggio a settimana, vita sana e lunghe dormite.

Ecco i trucchi principali per mantenersi in forma e cercare di tenersi un uomo più giovane di te.

Se poi ogni tanto lo fate ingelosire dicendo che c’è un uomo più vecchio di lui che vi sta corteggiando…allora il gioco è fatto!

I giovani sono felici di essere giovani, ma secondo me davanti ad un uomo più vecchio e con “apparente” maturità, ed esperienza in più, scatta la competizione.

Non sono a favore della chirurgia plastica, specialmente quando questa i connotati non li recupera, ma li cambia, ma penso che una donna, specialmente dopo i 40, si debba curare.

Ci si deve curare prima di tutto per noi stesse, ma anche per le persone che ci vogliono bene, e che sono costrette a vederci tutti i giorni.

Ci si deve curare perché curarsi fa bene al corpo, ma anche alla mente.

Perché nella vita è importante realizzarsi, in famiglia e sul lavoro, ma è anche importante volersi bene, e non lasciarsi mai andare.

Ci sta che quando il marito torna dal lavoro non vi trovi ad attenderlo seduta sul divano, con tacchi a spillo e calze a rete, ma magari neanche con una vecchia tuta e i bigodini in testa, no?!

So che curarsi costa, e che non tutti possono permetterselo, ma i modi per farlo in economia si trovano sempre.

Una bella camminata veloce in mezzo al verde, con la musica del cuore nelle orecchie, non costa nulla.

Un bel bagno caldo rilassate, con doccia fredda finale, almeno sulle gambe, per la circolazione, non costa nulla.

E poi ci sono un sacco di maschere e di peeling naturali che si possono fare in casa con il miele, il bicarbonato etc, e anche quelle costano davvero poco.

Se poi nel maialino dei risparmi avete qualche soldino che avanza, allora potete trovare un massaggiatore onesto e bravo che venga a casa, e una volta ogni tanto potete andare in un buon centro a farvi un bel trattamento al viso, e al corpo.

Per ringiovanire la pelle del viso non serve la chirurgia, ma, per quella che è la mia esperienza, basta non truccarsi troppo, e struccarsi bene, usare delle buone creme nutrienti (non necessariamente di quelle famose e costose) e tenere la pelle pulita e idratata con pulizie del viso, maschere e non solo.

Ieri, per esempio, ho fatto il mio primo trattamento all’ossigeno, al viso, nel centro di una mia amica: con una sorta di macchinetta ti spruzzano sulla pelle ossigeno e diverse sostanze che in questo modo penetrano e idratano molto (acido jaluronico, cellule staminali vegetali , vitamine etc).

E visto che ero lì, e che c’erano delle ottime offerte, mi sono regalata anche una fantastica seduta di pressoterapia alle gambe, con bendaggi imbevuti di sali del mar morto.

Sono tornata a casa decisamente ringiovanita, e alleggerita, prontissima per festeggiare, con una romantica cena, il mio giovane maritino.

Et voilà!

Barbara

Più uno, con tanto amore!

Il mio blog compie un anno: festeggiate con me?

 
Ebbene sì: il mio blog compie già un anno. Avrei forse potuto non festeggiare un’occasione per me così importante?! 
temperateitacchi.com è nato quasi per scherzo, ma è diventato per me un compagno di vita e una valvola di sfogo, e di contagio. 
Per non parlare di quante belle persone ho scoperto e conosciuto grazie a questa mia nuova avventura…
Grazie, grazie a tutti quelli che hanno deciso e decideranno di “perdere” un po’ del loro prezioso tempo per leggere una matta come me. 
Spero di essere riuscita a contagiarvi un po’ con il mio perenne entusiasmo. 
Temperateitacchi perché mercoledì si balla. 
E per non farvi fare tardi iniziamo prestissimo: dalle 19.30 dinner buffet e aperitivo e dalle ore 21.45 il nostro dj Davide Povia non ci darà tregua, promesso! 
DRESS CODE: le donne dovranno rigorosamente indossare il TACCO, il gli uomini un tocco di ROSSO
Vi aspetto
Barbara
Gara-Attico-blog1

Ogni tanto tocca fare ammenda

 
Ammènda s. f. [der. di ammendare]: riparazione di una colpa commessa o risarcimento di un danno recato ad altri; fare ammenda di un fallo, riconoscerlo e ripararlo; ha fatto anni di penitenza per ammenda dei suoi peccati.
Voi non avete mai colpe da riparare?
Danni fatti di cui pentirvi?
Peccati commessi e rimasti ad annerire la vostra coscienza?
Io sì, eccome se ne ho.
E allora ogni tanto tocca fare ammenda, per ripulirsi, alleggerirsi e schiarirsi, la coscienza.
Ma come si fa a fare ammenda?
Facile: si invitano 22 bambini in pizzeria per festeggiare il compleanno del proprio figlio e si chiede ai genitori di NON rimanere, ma di lasciare i loro bambini a me dalle ore 12 alle ore 16.
4 ore di pura ammenda con i genitori che arrivavano per lasciare lì i loro figli e mi guardavano come se volessero chiedermi “Sei sicura di volerlo fare?”.
Ero sicurissima, volevo farlo, dovevo farlo.
A me piace giocare con i bambini e, se non ci sono i genitori, mi sento anche meno in colpa se devo fare una bella strigliata di gruppo.
“Siamo in una pizzeria e non allo stadio! Non è che sareste così gentili da urlare un pò menoooooo?!”
Ebbene sì, scusate, ma un paio di volte l’ho dovuto dire!
Direi che oggi, dopo la pizzata di ieri, la mia coscienza si è ripulita di brutto e io mi sento più leggera.
Ho ancora un pò di mal di testa, ma mi sento più leggera.
Te la sei presa con tuo marito di più di quanto avresti dovuto?
Ammenda
Non ti sei ricordata di chiamare quella tua amica che aveva bisogno di te?
Ammenda
Hai urlato dietro a tuo figlio solo perchè eri nervosa per i cavoli tuoi?
Ammenda
Sai quante ammende avevo di arretrati?
Avevo bisogno di fare un gesto eroico, arduo, quasi impossibile.
Dovevo “soffrire”, me lo meritavo.
Il compleanno di mio figlio era l’occasione perfetta.
Invitiamo i suoi più cari amici dell’asilo e un paio dei suoi nuovi compagni delle elementari?
Troppo facile!
Invitiamo tutta la nuova classe e i suoi migliore amici dell’asilo.
Eravamo la figlia della nuova maestra di Danny, ed io.
Eravamo prontissime con un sacco di giochini e lavoretti da far fare ai ragassssi.
Avevamo programmato tutto, pensavamo di avere programmato tutto: alle 12 iniziano ad arrivare; alle 12.30 ordiniamo pizze e bibite; alle 13 arrivano le pizze e ci prendiamo 1 ora circa perché tutti mangino e poi, verso le 14, caccia al tesoro, si colora e si costruiscono le mongolfiere usando i palloncini gonfiati con l’elio.
Ore 15.30 torta e poi tutti a casa.
Sì sì, certo!
Ore 12.45 pizze ordinate, ore 13 pizze arrivate (Chiaro: quando vuoi la pizza subito non arriva mai e quando speri che ci mettano un po’…arriva subito), ore 13.10 pranzo finito. 
Ai bambini non gliene poteva fregà de meno delle pizze e quindi hanno mangiato giusto un paio di fette e hanno chiesto se potevano tornare a giocare.
Cosa dovevamo fare? Legarli alle sedie e obbligarli a finire le pizze?
Sia mai: liberi tutti.
Ovviamente è successo di tutto: bambine con la faccia da principesse che menavano i maschi; maschi che menavano altri maschi, e poi si offendevano se qualcuno si azzardava a ridargliele; palloncini gonfiati  con l’elio che scappavano di mano e io in piedi sui tavoli della pizzeria, per recuperarli.
Per fortuna che ad un certo punto è arrivata la torta ed è calato il silenzio: tutti con la bocca aperta a guardare quello strano accrocchio di personaggi.
Mi piace inventarmi strane torte e farlo risparmiando.
Come si fa?
Si va nella propria pasticceria di fiducia e si chiede di fare una buon torta con un disegno di base, e poi la si completa allestendola con i giochi di casa.
soffiofotoMi spiego meglio: questa volta ho chiesto, alla mitica Ornella Anfossi, una torta per 20 bambini che avesse come immagine una pista di decollo per aerei e a destra e sinistra, della pista, un bel prato verde con parcheggi (Tutto fatto con la pasta di zucchero, mashmallow e decori vari in zucchero).
HO mandato mio marito a ritirarla e all’ultimo momento ho aggiunto alcuni personaggi che avevamo a casa (“rubandoli” dai cassetti di Danny senza che lui sapesse nulla).
Macchinine di Cars, aerei di Planes, Peppa Pig, Mike di Monster University e Spongebob, più la casa di Topolino con Topolino, Minnie e Pluto.
L’effetto ottenuto è stato quello in cui avevo sperato e la spesa è stata onestissima.
Una volta soffiate le candeline, abbiamo portato via la torta, abbiamo tolto tutto ciò che non era commestibile e abbiamo servito le fette di torta ai bambini.
OK, ok , ammetto di aver vissuto 4 ore di urla, salti, balli, botte e dispetti, ma i bambini si sono divertiti e mio figlio è tornato a casa felice.
Cosa volere di più?
Un bagno caldo, due tappi nelle orecchie e un’ora di cura del silenzio, tutte cose che, appena tornata a casa, mi sono concessa.
Alle 19.30 è tornata Santa Elisa (la figlia della maestra che mi aveva aiutato alla festa) e noi adulti siamo usciti per concederci una serata di libertà con gli amici.
Vi state chiedendo se mio marito è rimasto alla festa ad aiutarmi, facendo ammenda pure lui?
Ne avrebbe avuto bisogno, ma quando ho visto la sua faccia, davanti alla truppa pronta alla guerra, ho avuto pietà di lui e l’ho rispedito a casa.
Risultato?
Lui è tornato a casa chiedendosi come mai sua moglie avesse ordinato una torta con una pista di decollo e un giardino (la torta finita l’ha vista solo la sera, in foto), ma, soprattutto, io ho fatto ammenda e lui ancora no.
Cosa gli facciamo fare?
Accettasi suggerimenti.
Barbara
Torta fatta dalla Pasticceria Anfossi e poi addobbata da me con i giochi di Danny boy

Torta fatta dalla Pasticceria Anfossi e poi addobbata da me con i giochi di Danny boy

Meritato relax, dopo la pizzata

Meritato relax, dopo la pizzata

 
 
 
 
 
 
 

THE party: vinile for president

 
Quando tempo fa ho scritto il post sull’importanza del tenere viva la coppia e ho scritto che una delle regole fondamentali è quella di ricordarsi ogni tanto di uscire a divertirsi, lasciando a casa figli e pensieri, mi sono dimenticata di scrivere che è molto importate anche la scelta del posto in cui si decide di andare, assieme, ops.
Ieri sera mi era sembrata l’occasione perfetta: compleanno di una cara amica che gli eventi li organizza per lavoro e che quindi per la festa del suo compleanno ci avrebbe messo tutto il suo solito entusiasmo più un gran fetta di cuore. E poi in consolle Graziano della Nebbia, il mago del vinile.
Ma non avevo pensato alle amiche di Alessandra, azz!
Sono donna e mi piacciono gli uomini, ma ieri sera mi sono ritrovata a guardare più le donne dei maschietti!
Per non parlare di mio marito che ha visto Belen e non ha più capito un tubo. Come dargli torto? E’ di una bellezza disarmante, ha un fisico da paura ed è pure simpatica.
Per non parlare di quando inizia a ballare, vabbè!
La festeggiata al menù della festa avrebbe potuto tranquillamente aggiungere il brasato di lingue.
Con tutte le lingue che ho visto per terra…
Anche perchè oltre a Belen ce ne erano parecchie di donne belle e super fisicate.
Devo dire che non mancavano neanche i maschietti carucci, ma si sa che io ho solo occhi per il mio (Hihi) 
Ieri sera ho rivisto un sacco di amiche che ormai, o perchè vivono lontane o perché siamo sempre tutte stra incasinate e di corsa, non vedo più tanto spesso.
Che gioia, che gran boccata d’aria!
Che bella sorpresa scoprire il talento di questo famoso dj che io non conoscevo e che mi ha fatto ballare tutta la sera. Stamattina quando sono scesa dal letto ho scoperto che mi facevano male le gambe, un pò come quando vai in palestra ed esageri con l’allenamento.
Bello!
Bello vedere tuo marito che guarda un’altra, ma sai che ama solo te (si spera)
Bello ballare con le amiche di sempre.
Bello vedere la festeggiata che sale su un tavolo a ballare e dall’alto vede tutti noi che ci divertiamo e sorride, felice di averci regalato una serata da sogno.
Bello sedersi a fumare con gli amici una sigaretta fuori, sui gradini della bellissima Residenza Vignale e sapere che dentro c’è tanta gioia ad aspettarci.
Bello tornare a casa e crollare sul lettone sapendo che la mattina dopo si potrà dormire perché il cucciolo è dalla suocera.
Bello ora andare a riprenderlo e vederlo sorridere quando scoprirà che mamma e papà ieri sera hanno fatto i cubisti, ma oggi lo porteranno dai pompieri.
Grazie Alessandra, è stata una festa bellissima e tu eri raggiante!
Buona domenica
Barbara
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