La biondina sta crescendo, forse…

La biondina sta crescendo, ormai sono quasi 43 !

43anni

Eh sì, il 28 febbraio compio 43 anni, meno male che di testa me ne sento sempre 15. Visto che da ottobre organizzo tutti i mercoledì sera al Bobino a Milano…mi sembra normale festeggiare lì “On Stage” i miei 43 anni, mercoledì prossimo a mezzanotte ! Prima balleremo con la voce e l’energia di Nicolò Cavalchini e a mezzanotte esatte brinderemo ! 

Mi raccomando…non fatemi gli auguri prima di mezzanotteeee: sono molto superstiziosa !!! 

Temperate i tacchi !

Tacchino al curry e latte di cocco.

 

 

Dopo la finale di Masterchef di ieri sera… stamattina mi sento inspirata e quindi eccovi una bella ricettina facile che è piaciuta molto anche a nostro figlio. 

Di sicuro ieri i 3 giudici mi avrebbero messa al muro e fucilata per l’impiattamento, ma prometto che cercherò di migliorare !

 

Iniziamo come sempre dalla Lista della spesa (per 4 persone):

 

500 grammi di petto di tacchino (o pollo)

1 peperone rosso

1 peperone giallo

1 cipolla

1 peperoncino rosso

2 cucchiai da tea di pasta di curry (sì sì, pasta di curry e non polvere ! La trovate nei supermercatini orientali)

300 ml di latte di cocco (sempre nei supermercatini orientali)

1 limone

150 ml di brodo di pollo

25 gr di mandorle

riso basmati

aglio, prezzemolo e olio

 

Se avete tutto posiamo iniziare:

 

Mettete in padella olio, cipolla (io la taglio fine fine perchè se nostro figlio la trova…oh mamma!), uno spicchio di aglio intero con buccia dopo averlo schiacciato con un bel pugno (così se è stata una giornata no, vi sfogate sull’aglio e non sul marito quando rientra) e peperoncino a piacere. Fate andare un pò e poi aggiungete il brodo, il latte di cocco e la pasta di curry facendola sciogliere bene nel latte di cocco.

In un’altra padella tostate le mandorle (che siano pelate!)

Prendete tacchino (o pollo) e lo tagliate a striscioline o cubetti (come più vi piace) e lo aggiungete al latte di curry etc, grattugiate sulla pentola un pò di buccia di limone (zest?!) e aggiungete le mandorle tostate (la ricetta originale di Alessandro Borghese diceva di usarle intere mentre io le taglio a pezzettini)

Mentre il tacchino o il pollo cuociono, fate bollire del riso (io ne faccio sempre in più tanto in frigo dura un paio di giorni e d è sempre utile per pranzi o cene espresse), aggiungete un pò di olio e lo mettete in una ciotola che terrete coperta per mantenere il riso caldo (semmai gli date una “botta di micronde” quando il resto è pronto).

Quando il tacchino sarà pronto (ci vorranno circa 20 minuti a fuoco medio/basso, ma voi assaggiate sempre) formate delle cupolette di riso da mettere poi sui piatti. Io per farle uso quelle coppette usa e getta in alluminio, ma si può fare con qualsiasi coppetta abbiate in casa (non con i posacenere magari!)

Nel forno a 180 gradi cucinate i 2 peperoni fino a che vedrete che la pelle si gonfia e poi, una volta raffreddati un pò altrimenti vi bruciate, spelateli per bene.

Quando è tutto pronto mettete su ogni piatto una cupoletta di riso basmati, accanto al riso due fettine di peperoni (una gialla e una rossa) magari dopo averle arrotolate come se fossero dei bei fiorellini e infine il vostro tacchino. Mettete un pò di sughino su riso e tacchino, una spolverata di prezzemolo fresco tritato, un filo di olio e voilà, il piatto è pronto per essere gustato !

 

 

 

 

 

Da Napoli a Milano, dal look al galateo: i Must di Enzo Miccio

Mi era stato presentato tempo fa da un’amica comune, ma allora non avevo avuto l’occasione di scambiarci due parole. Un paio di sere fa invece…ci siamo incrociati di nuovo al compleanno di un altro amico comune e siamo finiti prima a chiacchierare e poi a ballare.

E’ un vulcano, proprio come si vede sul piccolo schermo, e visto che io proprio tranquillina non sono…diciamo che il feeling è stato abbastanza immediato: abbiamo parlato di uomini, di donne e di galateo. Il giorno dopo mi sono svegliata con un’idea fissa nella mia immensa testa (non parlo di intelligenza, ma di circonferenza) : dovevo intervistarlo per il mio blog e più esattamente per la rubrica MY MUST ! Chi meglio di lui avrebbe potuto darmi una mano a definire quelli che sono i must per una donna e non solo ?!?!? Ormai avrete capito che se mi metto in testa qualcosa è difficile che qualcuno o qualcosa riesca a fermarmi e visto che di solito le persone che mi interessa conoscere meglio…sono quasi sempre carine e disponibili (sennò non potrebbero piacermi), eccomi qui a raccontarvi di Enzo, della sua vita e dei suoi must che ovviamente sono già diventati i miei.
B: Enzo cosa ti ha spinto a lasciare la tua calda Napoli per venire al freddo e al gelo ?
E: Sono arrivato a milano nel ’89 per dirigere l’ufficio creativo della caserma S.Barbara in Via Perucchetti. Scherzooo ! In Via Perucchetti ci sono stato davvero per un anno, ma a fare il militare. Poi la moda, le prime sfilate e il primo ufficio stampa in cui ho lavorato, da Cristiana Gorza, mi hanno convinto a restare a Milano.
B: Tu hai fatto il militare ?! Oh mamma, ma allora quando l’altra sera mi hai vista arrivare alla festa di Pablo col il basco…ti sarà preso un colpo?!

E: diciamo un bel flash back !

B. La tua prima sfida importante?

E: ho inziato organizzando feste, party per amici e da li il passo per l’inaugurazione del mio show room a Milano in Via San Maurilio nel 2000 è stato breve.

B: Parlami del tuo show room?
E: All’inizio avevo una selezione di oggettistica per la casa, spaziavo dall’antiquariato all’interior , dai tessuti alle decorazioni floreali fatte da me personalmente e seguivo l’organizzazione di feste,  alla fine diventata la mia attività prinicipale . Ho dovuto a malincuore abbandonare quasi del tutto il rapporto one to one con le mie clienti che venivano da me a ricercare pezzi unici e fatti su misura per loro.  Lo show room di milano adesso si occupa di progettazione e realizzazione di eventi (non solo matrimoni!). Faccio ancora consulenze di immagine e di interior design per alcuni clienti, progetto gli spazi e mi diletto anche a disegnare come ho fatto durante l’ultimo salone del mobile con una collezione di imbottiti. 
B: So che hai aperto uno show room anche nella tua città, a Napoli ! Mi racconti qualcosa ?
E. ho aperto a gennaio 2013 questo nuovo atelier . Napoli non l’ho mai abbandonata, spesso organizzo eventi al sud e in costiera dove grazie a Dio sono sempre stato amato e visto che per le mie clienti venirmi a trovare a Milano spesso diventava complicato…ho deciso di accontentarle e mi sono buttato in questa  nuova avventura nel mio piccolo salotto in Rivera di Chiaia.
B: “Wedding planners”, “Ma come ti vesti?”… ti piace fare sognare le donne. So che ora stai lavorando ad un nuovo progetto, ti va di svelarci qualcosa ?
E: la televisone nella mia vita è arrivata dopo: nel 2005 con “Wedding planner” aprendo le porte e gli occhi di una sacco di gente, successivamente con “Ma come ti vesti” e il ritorno alla moda, il mio primo amore, e poi con “Shopping night” e altri porgetti televisivi fino alla mia nuova sfida: “l’eleganza del maschio”. L’uomo di oggi inizia a volere le stesse attenzioni delle donne, me ne sono accorto durante alcuni matrimoni. Nel passato si parlava solo dell’abito della sposa, ora l’uomo non vuole piu essere l’accessioro della sposa e richiede anche lui molte più attenzioni a partire da un abito importante. Da qui l’idea di questo nuovo format dedicato interamente all’uomo. A diferrenza di “Ma come ti vesti”, con l’uomo non si parlerà solo di look, ma anche di galateo e di savoir vivre in generale. La mia missione sarà quella di trasformare un uomo in gentiluomo.
B: Chissà ora quante donne verranno a chiederti di cambiare il look dei loro mariti !? In effetti in giro ogni tanto si vedono degli uomini che non si sanno proprio vestire. San Miccio ! Ora ti faccio fare una statua.
B: Miccio ora ho bisogno del tuo aiuto: passiamo ai Must. Iniziamo con l’abbigliamento: vorrei sapere da te i Must che non possono mancare nell’armadio di una donna? 
E: gli ever green rimangono il tubino nero, la camicia bianca, il trench , i pantaloni capri, un gemellino, una decoltè, una ballerina e il tailleur più consono alla siluette (lunghezza gonna, altezza vita etc).
miccio1B: ma il jeans ?!?!? Non so le altre mamme come si vestono, ma io alla fine di giorno sono sempre in jeans e camicia o leggings e maglioni extra large mentre di sera passo dalla tuta da ginnastica se sto in casa a qualcosa di più decente se esco…ormai molto raramente ! Qualche consiglio rapido ed indolore per non uscire di casa con scritto in fronte “sono una mamma e non ho tempo di farmi bella!?”
E: ma sì, il jeans va benissimo, ma deve essere femminile, stretto modelo fit. Ci metti un tacco, due penellate di rush, un rossetto, un bel paio di orecchini e sei perfetta anche per il supermercato.
B: il tacco? per forza?!?! 
E: tacco forever, mi dispiace. Non serve la killer shoes tacco 15 a stiletto, basta una Pointed Toe tacco 5 o una decoltè con tacco almeno 10 un pò largo, moda di questa stagione e della stagione prossima. Il tacco 7/8 scordatevelo ragazze: le vie di mezzo non esistono.
B: Matrimonio: i Must che una donna non può dimenticarsi quando dovrà far organizzare il matrimonio della figlia?
E: si parte sempre dalla ricerca della location tanto di Chiese ce ne sono in ogni angolo! Fissata la location e la Chiesa più vicina, dove se si può arrivare a piedi è meglio, si parte dalla progettazione cercando subito di capire se si vuole fare un pranzo, una cena o un aperitivo prolongè. Oppure solo il ballo se si fa il pranzo, ma ormai è raro. E’ importantissima la dinamicità dell’evento: far stare le persone a tavola il meno tempo possibile quindi aperitivi lunghi e cene placé brevi (poche portate) . Cercare l’abito girando per atelier evitando ritagli di giornali, non potarsi dietro per forza il modello che abbiamo tenuto nel portafoglio per 20 anni perchè magari un abito mai visto sarà quello giusto e più adatto al proprio fisico. Bisogna provarle le cose, tanto non costa nulla provare ! Dopo cena spesso viene trascurato l’aspetto musicale mentre la musica è un collante fondamentale che unisce gli ospiti e fa la differenza. Suggerisco musica dal vivo per l’aperitivo e dj per il dopo cena.
B: La tavola: quando una donna apparecchia la tavola per i sui ospiti, quali sono i Must che non può non sapere ?
E: Non si prepara la tavola “impilando” già i patti per ogni ospite. I piatti escono dalla cucina uno alla volta già impiattati a meno che uno non metta un servizio all’inglese con l’ospite che si serve da solo, ma comunque si metterà in tavola un piatto alla volta. L’ospite femmina piu importante va alla destra del padrone di casa, alla destra della padrona di casa invece va l’ospite maschio piu importante; i padroni di casa non devono mai sedere vicini come non vanno vicine neanche le altre coppie di sposati, solo i fidanzati siedono vicini. Se ho ospiti di cui non conosco i gusti, meglio sempre evitare piatti che contengano aglio, cipolla, volatili e funghi. Prevedere sempre un piatto di verdura se uno non mangia carne o pesce. Frutta e formaggi devo essere sempre presenti nel menù.
B: Il galateo: su questo tema ci tornerò perchè ci sarebbe tanto da dire. Putroppo (perdonatemi oh voi uomini rari che nulla avete a che fare con quello che sto per dire!), ma oggi la cavalleria è andata in vacanza. Può capitare ancora di incontrare un uomo che ti apra la portiera e ti versi l’acqua, ma il 70% di questi smette di farlo dopo che gliela hai data ! Magari lo fanno per conquistarti, ma non fa parte del loro modus vivendi. Mio papà era un gran cavaliere e mi ha insegnato tutto, ma proprio tutto quello che un uomo dovrebbe fare in presenza delle donne, e parlo di tutte le donne: mamme, amiche, zie, fidanzate o conoscenti. Sono preparatissima. Visto che putroppo gli uomini non lo sono quanto me…diamo loro qualche consiglio che è meglio !
B: In vista della tua nuova sfida televisiva, mi dici quelli che sono secondo te i Must del galateo per gli aspiranti cavalieri di oggi?
E: bisogna sempre avere grandi attenzioni verso la donna trattandola da signora come si merita. Andiamo dall’aprirle la portiera al farla entrare per prima nei locali pubblici. Quando si salgono le scale la donna sale davanti così nel caso in cui dovesse scivolare l’uomo può riuscire a prenderla prima che ruzzoli giù (quindi scendendo le scale la donna sta dietro). La donna ha bisogno di attenzioni quindi se siete a cena non attaccatevi al cellulare, ma preoccupatevi piuttosto di versarle sempre acqua e il vino. Le presentazioni: se un uomo è con una donna, non si deve dimenticare mai di presentare la signora che è con lui, può essere anche solo un’amica, ma non è un accessorio.

 

Sempre che si ricordino il nome !
Barbara

I consigli per gli acquisti di una casalinga disperata

Uno dei miei must è andare a all’Ipercoop di Viale Umbria dietro casa nostra, a fare la spesa nel giorno giusto del mese giusto ! Non fate quella faccia, adesso vi spiego cosa vuol dire.

Da quando mi sono trasformata in una casalinga disperata sono diventata la regina delle raccolte punti e degli sconti. Ho scoperto da poco (ebbene sì) che in molti supermercati in certi giorni (a volte i giorni e le offerte cambiano a seconda del mese) fanno dei bellissimi sconti a tutti e ben più alti a chi ha la tessera.

Fino a 9 anni fa vivevo da sola e facevo la spesa forse una volta a settimana quando il frigo iniziava a urlarmi dietro che aveva freddo così ignudo ! Adesso la spesa la faccio quasi tutti i giorni tanto che uno della sicurezza dell’Ipercoop l’altro giorno mi ha fermata dicendomi “signora tutto bene? Non l’ho vista ieri!” ahahahahah

Passiamo agli sconti:

oggi per esempio, come tutti i mercoledì di febbraio, al reparto di frutta e verdura dell’Ipercoop vicino a casa c’è lo sconto del 10% per tutti e del 20% per i soci. Mica male se si considera che l’Ipercoop, essendo appunto una coop, ha delle agevolazioni tali per cui i prezzi sono già ottimi.

Il lunedì lo stesso sconto lo fanno sui salumi e la gastronomia, il martedì nel reparto polleria, il venerdì 1 kg di pizza costa 5 euro, il sabato.. eh vai di pesce e la domenica i dolci ! Gran bella iniziativa no ?!

So che anche all’Esselunga dopo un certo orario si riescono a fare ottimi acquisti al reparto pescheria ,sempre se si riesce ad arrivare prima dei cinesi e dei giapponesi che vanno a fare la spesa last minute per i loro ristoranti !

Occhio al prezzo casalinghe disperate !

 

Gamberi e pancetta: una ricetta turbo e per finire ricettina extra: edamame saltate in padella

Stasera non vi propongo una ricetta facile, veloce e buona, ma una ricetta facilissima,turbo e da pauraaaaa !

LISTA SPESA:

Considerando che questa è una ricetta perfetta come antipasto…almeno 5 gamberi a persona (3 li metterete su ogni piatto e almeno 2 ve li chiederanno a testa come bis!). 

Pancetta o bacon (tante fette quanti i gamberi che andrete a fare)

Se comprate i gamberi con la testa puliteli lasciando la testa.

Avvolgete ogni gambero con una fetta di pancetta o bacon lasciando ovviamente fuori la testa nel caso la abbiate lasciata attaccata al corpicino del gambero

Mettete i gamberi sul vassoio del forno sopra la cara amata carta forno 

Infornate per 10 minuti a 170 gradi

gamberifotoServite impiattando come più vi piace (io ho comprato i cucchiai di ceramica perchè mi piace usarli per alcuni antipasti)

Vicino ad ogni gambero potete mettere una verdura a piacimento giusto per dare un tocco di colore. Magari usate qualcosa che avete preparato come contorno per il secondo piatto così vi semplificate la vita !

Io questa volta ho usato le edamame perchè le avevo servite come primo antipasto appena seduti a tavola.

FAGIOLI DI SOIA (anche dette Edamame) : ok ok  ! Vi cedo anche questa ricetta facile facile che piace tanto a tutti. 

LISTA SPESA: una confezione di edamame, o fagioli di soia, che trovate surgelate nei supermercatini internazionali o orientali che si trovano ormai ovunque (costano meno di 2 euro a sacchetto e 1 sacchetto basta per 4 persone)

Fate bollire le edamame nei loro baccelli in acqua salata per circa 5 minuti e assaggiatele. Devo essere già pronte da mangiare tirando fuori i fagioli dal loro baccello con i denti; so che non è chic dirlo, ma le edamame si ciucciano e il baccello si lascia sul piatto. A questo punto potreste già mangiarle così bollite come le servono spesso nei ristoranti giapponesi…e invece no ! Le saltate un paio di minuti in padella con un filo d’olio, erba cipollina (meglio fresca, ma va bene anche in polvere), peperoncino a piacere e soia. Appena prendono il colore della soia le tirate fuori e le servite . Ricordatevi sempre di dare piattino vuoto a ciascun ospite per i baccelli !

Et voilà !

Perché “temperate i tacchi” ?

Era un pò che pensavo di aprire un blog anche se non sapevo bene di cosa si trattasse. Se devo essere proprio sincera sincera… non sono mai stata una frequentatrice di altri blog quindi dal poco che avevo visto e letto sapevo solo che i blog di solito parlano di moda, di look.

Aiuto ! Io di moda e di look non ne so proprio nulla, non mi è mai interessato cosa va di moda e cosa fa trend: io compro quello che mi piace e che le mie tasche si possono permettere ed esco quasi sempre in jeans.

Ho gli armadi pieni di vestiti, maglie, gonne e tante altre cose che però non uso mai ! Mi sa che per anni ho sofferto della sindrome da shopping compulsivo, ma per fortuna gli attacchi mi venivano sempre nei pressi di Zara o di qualche mercato rionale quindi non facevo grossi danni. Poi mi è capitata una di quelle giornate in cui decidi di entrare fisicamente nel tuo armadio per fare ordine:  ho trovato talmente tante cose che non ricordavo di aver comprato che all’improvviso…sono guarita ! Un pò come quando fai ipnosi e smetti di fumare in 40 minuti (lo ha fatto mia mamma ). Ecco ! Sono rimasta ipnotizzata dalla quantità di vestiti e accessori che ho e che non metto e ho deciso di non comprare più nulla, o quasi.

Ma torniamo al perchè di questo blog e del suo nome. Visto che di blog che parlano di moda ce ne sono tantissimi e visto che io di moda non ci capisco un tubo…ho deciso che nel mio blog avrei fatto quello che da un paio di anni facevo in Facebook ossia…un pò di tutto.

Detto così so che non è bello, ma non è colpa mia se qualcuno mi ha disegnata così: casinara e senza un filo logico. Io di logico ho ben poco: sono un’impulsiva, sono molto razionale (anche troppo!) ma poco logica. Non mi piace ragionare troppo sulle cose anche perchè se lo faccio… finisce che faccio i danni.

casalingafotoSono una curiosa e mi piace intraprendere sempre nuove avventure. Fino a 8 anni fa sapevo cucinare un piatto di pasta e facevo insalatone di tutti i tipi, poi il mio attuale marito è venuto a vivere con me e siccome lui sapeva cucinare bene e io no…prima mi è scattato l’orgoglio e poi ho scoperto in me una nuova passione: quella per la cucina. Ho iniziato a farmi dare le ricette dalle amiche e a comprare libri di cucina ovunque e di tutti i tipi. Pian pianino ho scoperto che anche una casalinga disperata come me può imparare a copiare ed eseguire le ricette degli altri e allora ho iniziato a condividere i miei piccoli miracoli su Facebook (per me aver imparato a cucinare è un miracolo!) 

Per me Facebook era uno sconosciuto fino a 2 anni fa poi mio figlio, che non si ammala mai, ha avuto varicella e l’influenza e io mi sono ritrovata chiusa a casa con lui per 2 settimane (ho il doppio cognome ma non mi posso permettere una tata fissa!) e quando non avevo più armadi da riordinare e angoli da lucidare…ho scoperto lui, “faccia da libro”.

Ho iniziato così a condividere la mia nuova esperienza da mamma con tutte le gioie e i dubbi che una neo mamma vive quotidianamente e continuo a farlo anche ora che di neo mi è rimasto solo quello grosso che ho dietro al collo.

ballofotoQuando vedi che se pubblichi una ricetta o se scrivi quello che ti passa per la testa, tanti nuovi e vecchi amici ritrovati ti commentano e di spronano a continuare a scrivere…ti viene un dubbio: forse che forse che agli altri importa qualcosa di quello che dico e che faccio ?! Inizi a sentirti un pò più importante, utile…senti che il tuo entusiasmo diventa contagioso e che a volte riesci a fare sorridere qualcuno che forse quel giorno non aveva proprio voglia di sorridere. Le tue giornate ti sembrano meno monotone perchè, diciamocelo, ma quando diventi mamma le giornate diventano un pò più monotone di prima no ?! Piene e frenetiche, ma a volte monotone.

Hanno iniziato a fermarmi e a scrivermi in privato per ringraziarmi, per dirmi che quando mi leggono metto allegria. Sarei falsa se non vi dicessi che per una come me, che ha fatto del suo entusiasmo una professione, sentirsi dire cose del genere è gioia pura. Poi un giorno ho pensato che di quei 2000 “amici” di facebook magari a molti faceva piacere essere bombardati dalle mie foto e dalle mie parole, ma magari a molti altri no e allora !? Allora ho pensato di aprire un blog dove chi vuole può essere contagiato dal mio entusiasmo e sommerso di foto e parole e chi non vuole…può evitare me e la mia grande voglia di condividere tutto ciò che amo e che mi aiuta a stare meglio. 

Perchè il nome “Temperate i tacchi”? E’ più di 20 anni che organizzo eventi di tutti i tipi per clienti di tutti i tipi, ma c’è qualcosa che accomuna tutti gli eventi che organizzo: la musica. La musica nei miei eventi non deve mai mancare: può essere musica classica, rock o funky, ma la musica ci deve essere. La musica fa bene, la musica fa viaggiare, la musica distrae, fa dimenticare o fa ricordare e a volte…fa ballare ! Amo ballare perchè ballare mi fa lo stesso effetto della musica…ovvio !

Ultimamente alla fine dei miei inviti che pubblicavo su facebbok aggiungevo “temperate i tacchi”. All’inizio quella scritta voleva dire semplicemente “siete pronte a ballare?”, ma poi pian piano ha assunto altri significati.

scarpeoto“Temperate i tacchi” per me vuol dire che bisogna affrontare la vita di petto, con grinta, bisogna vedere il bicchiere sempre metà pieno e mai metà vuoto. Si può temperare i tacchi, ma uscire con le ballerine, non cambia nulla: è lo spirito che conta. Sono una grande entusiasta e sono felice di esserlo. Anche io ho i miei momenti no, per carità, anche io ho le giornate che nascono storte, ma cerco sempre di raddrizzarle. Guardo mio figlio che mi sorride, mi crogiolo al caldo della nostra casa mentre fuori fa freddo, chiamo mia mamma e ci parlo, penso a tutti gli amici che ho e che mi vogliono bene, penso a mio marito che, come me, è un “rompino”, ma ci amiamo. Penso a tutte le cose belle che ho, mi ricordo che sono molto fortunata e allora torno a sorridere. I problemi ci saranno sempre, ma se si impara ad affrontarli con una forza positiva…si risolvono, e se non si risolvono bisogna rassegnarsi e confidare sul fatto che dopo aver toccato il fondo…si può solo risalire.

“Temperate i tacchi” sono io, la mia follia, il mio entusiasmo, la mia voglia di condividere e di strappare un sorriso a qualcuno…quando ci riesco. Se la mattina ci si sveglia di cattivo umore e si inizia la giornata pensando che sarà una brutta giornata…quella sarà davvero una brutta giornata. Se invece si pensa che la giornata è iniziata storta, ma che noi sapremo come farla diventare una giornata positiva…lei lo diventerà ! 

Se vi va, leggete questo libro e capirete…

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Per chi ha figli più grandi del nostro…ecco per voi un paio di location per diciottesimi, ma non solo !

Sono più di 20 anni che organizzo eventi e devo dire che tutte le volte che mi hanno chiesto consigli per feste di diciottesimi…sono sempre rimasta un pò spiazzata: i miei 18 anni sono ormai un ricordo…e i 18 di mio figlio sono ancora troppo lontani !

Molte location e molti locali non offrono spazi per diciottesimi perchè queste feste sono spesso un pò pazzerelle e quando finiscono…sembra spesso che siano passati gli Unni !

Il problema è che molte mie amiche hanno figli quasi diciottenni e quindi non posso più esimermi dal cercare di aiutarle. Mi sono messa al lavoro e finalmente ho trovato qualcosa. Eccovi un paio di location secondo me molto carine per organizzare diciottesimi e non solo…

 

SPAZIO 10 WATT in Via Watt 10 a Milamo. Per info Valentina Riva 340.1879902

Il pacchetto 18esimo comprende ingresso, welcome e guardaroba presso l’area Lounge con cortile esterno per la bella stagione e la possibilità di scegliere tra spazio Light (seconda foto del loft bianco) o spazio Color (foto qui accanto con parquet) in base al numero di ospiti ed in base al desiderio di un spazio più “casa” caldo ed accogliente, con area soppalcata per il dj o per il privè (spazio Color)  o di un ambiente più spazioso e più idoneo alle danze grazie alla pista da ballo ed alle attrezzature tecniche (spazio light)

lightfoto

Nello spazio “Color” (quello della foto del titolo) di solito suggeriscono un massimo di 50 pax mentre se si sceglie il “Light” (quello della foto qui accanto) si può arrivare anche sino a 100 

10 watt include nel pacchetto: arredi, impianto audio, plasma in tutti gli spazi  per la proiezione di foto o video, bancone bar già presente in ogni spazio ed in più.

 

Solo per gli amici di temperateitacchi.com, la consolle dj inclusa ed il bar illuminato di Slide per il posizionamento del dj o come ulteriore punto bar.

 

banquefotoLA BANQUE Via Bassano Porrone 6 nel cuore di Milano, a un passo da Piazza del Duomo tel.02.86996565 info@lebanque.it

Il locale Le Banque è una location molto elegante, sia ristorante che lounge bar e discoteca. Disposto su due livelli su una superficie di circa 2.000 metri quadri. Al piano terra si trovano il lounge bar, la zona ristorante e la pista centrale, dove a seconda della serata, è possibile ballare; al piano inferiore è situata invece la vera e propria discoteca. Le Banque si presta bene per un diciottesimo.

 

 

 

blendfoto

SPAZIO BLEND TOWER Piazza 4 Novembre, 7– Milano, vicino alla Stazione Centrale tel 02.87343000

BlendTower al suo undicesimo piano ospita un’area lounge con una vista mozzafiato, una location perfetta per un diciottesimo e non solo. Il Lounge è uno spazio personalizzabile di 160 mq. L’esclusività della location si accompagna all’ampia gamma di servizi che il team di Blend Tower è in grado di proporvi, dalla gestione di food & drink alla completa assistenza nella scelta di ogni dettaglio compreso il supporto tecnologico.

 

 

 

ffirst floreoto

FIRST FLOOR Piazzale dello Sport, 14 – Milano Zona San Siro tel.02.40071226  info@firstfloor.it

Situato nei pressi dell’Ippodromo di San Siro, si inserisce nel panorama dei Lounge Bar milanesi dall’atmosfera sofisticata. Le ampie vetrate che si affacciano sui giardini dell’Ippodromo danno la sensazione di trovarsi sospesi in un’oasi verde sempre più difficile da trovare nel capoluogo lombardo.

 

 

 

scalarinifotoSPAZIO SCALARINI Via Scalarini, 8 – Milano Zona Ripamonti tel.392.0772644 info@spazioscalarini.it

Lo Spazio Scalarini è una location ricavata dal recupero di uno spazio industriale in zona Ripamonti e conserva ancora parte della sua struttura originale, come le travi in cemento ed i montacarichi in ferro. La location, si compone di tre sale al chiuso rispettivamente di 350 mq, 200mq, 50 mq (all’occorrenza comunicanti) e uno spazio esterno di 200 mq collegato da vetrate alla sala principale. Lo Spazio Scalarini è in grado di adattarsi a molteplici esigenze e soprattutto a feste private.

 

 

Ci sono sicuramente tante altre location per diciottesimi, ma alcune di queste che vi ho descritto, le conosco personalmente e mi piacciono molto e altre me le hanno suggerite le mie spie in gonnella che le hanno già provate quindi…andiamo sulla fiducia !

Tomino caliente su un letto di chips di zucca

Eccomi con una nuova ricettina facile facile per una casalinga disperata come me. Se ci sono riuscita io…ce la potete fare anche voi !

La ricetta, come sempre, non è mia ! Questa l’ho rubata ad Alessandro Borghese.

L’ho fatta ieri sera per degli amici che sono venuti a cena a casa ed è piaciuta molto quindi ho pensato di proporla sul mio blog

Prima di tutto prendete borsa e portafoglio e andate a comprare quello che vi manca della…

LISTA DELLA SPESA (per 4 porzioni) :

 

zucca (io per non diventare matta compro la zucca già pulita e tagliata a pezzi e 1 confezione mi basta per 4 persone)

4 tomini

erba cipollina

semi misti (ormai si trovano in qualsiasi supermercato nel reparto della frutta secca: sono semi misti di zucca, girasole etc)

olio di sesamo (va bene anche l’olio che avete già a casa)

aceto di mele

Una volta che avrete tutti gli ingredienti…

INIZIAMO CON LA PREPARAZIONE: 

Tagliate i pezzi di zucca fini fini facendo delle specie di patatine (io le faccio con la grattugia usando la lama lunga che si trova di lato. Non lo fate con l’affettatrice sennò fate la fine di mio marito e vi tagliate !)

Prendete i tomini e con i fili di erba cipollina “infiocchettateli” in modo che non si rompano quando si scalderanno in forno. Vi dico subito che vi servirà un pò di pazienza perché visto che i fili di erba cipollina (che si possono mangiare con il tomino) non sono lunghi abbastanza…dovrete annodarli due a due e spesso vi si romperanno…argh !!!

Saltate in padella le chips di zucca con un filo di olio di sesamo che ha un sapore delicato e molto piacevole (o altro olio se non avete quello di sesamo) e un pò di aceto di mele per sfumare. Unite al tutto anche un pò di sale e di semi misti che daranno un tocco di croccantino al vostro piatto (tenetene un pò per decorare il piatto prima di servirlo)

Mettete i 4 tomini in forno a 170 gradi per circa 10 minuti, fino a che non vedrete che si sono gonfiati e stanno per “esplodere”.

Preparate i vostri 4 piatti creando un letto di chips di zucca sul quale adagerete il vostro tomino fumante !

tomino

Per il gusto e per la vista spolverate il piatto con un pò dei semini misti rimasti nel sacchettino e un filo di olio.

Et voilà ! 

Il tomino e la zucca sono pronti per mescolare i loro sapori e deliziare i vostri palati !

 

 

Tanti auguri ad una mamma davvero speciale…

Oggi è il 17 febbraio e una mamma davvero speciale compie gli anni. E’ una mamma che ha cresciuto una figlia con tanto amore e tanti sani e veri principi.

Una mamma che ha saputo stare sempre vicina a sua figlia senza mai limitare i suo sogni e le sue aspirazioni anzi…questa mamma ha sempre aiutato e spronato sua figlia con l’ammirazione di cui i figli hanno sempre bisogno.

E’ stata per sua figlia un faro, un angolo in cui rifugiarsi e una donna simpatica con cui potersi anche divertire. Una mamma, un’amica, una guida e una compagna di avventure.

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Questa mamma si chiama Gabriella ed è la mia mamma. 

Grazie mamma perchè ci sei sempre stata, grazie mamma che sopporti i miei continui sbalzi di umore da quasi 43 anni.

Grazie di non avermi mai proibito nulla, ma di avermi sempre insegnato cosa fosse giusto e fosse sbagliato… spiegandomi sempre il perché. 

Grazie di avermi insegnato ad essere una donna educata, perbene e sopratutto indipendente.

Grazie di essermi sempre accanto anche quando diventò antipatica…

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Grazie di essere la nonna divertente che ogni nipote vorrebbe avere.

Grazie di essere così forte anche nei momenti più difficili e di avermi insegnato ad essere un pò come te. 

 

Grazie di avermi partorita anche se pesavo 5,3 kg !!!

tanti auguri mamma

ti voglio bene

Bricci

PS: Mi dispiace non essere lì con te…vai in camera mia e guarda sotto al mio cuscino…c’è un pensierino per te !

 

Barbara

Un giro per bàcari nella mia Venezia: ombre & cicheti, i suggerimenti di una Veneziana per una gita di sapori, ma non solo…

Poteva una Veneziana golosa come me non finire a parlare di Bàcari, cicheti e ombre de vin ?! Direi di no.

Prima vi racconto due cose e poi vi dico quali sono i miei posticini preferiti così se vi va di fare una gita a Venezia…

I Bàcari  sono locali semplici, simili alle vecchie osterie, che venivano frequentati da persone che per vari motivi, di tempo o anche economici, non potevano permettersi un “vero” pasto in trattoria e in alternativa, mangiavano qualcosa di veloce accompagnato da un buon bicchiere di vino. Non erano considerati dei luoghi “raffinati” quindi lo status sociale dei frequentatori erano spesso di livello modesto. Oltre ai Bàcari, c’erano dei piccolissimi ed angusti locali chiamati “Frittoin”, dove il pesce veniva fritto e servito su fogli di carta da cucina arrotolati a forma di cono.

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Nei bàcari si mangiano i famosi “cicheti” che solitamente si consumano in piedi, ci si siede quando magari si ha voglia di una vera e propria cichetada (tanti cicheti!) e si bevono le “ombrete” di vino. I cicheti, dal latino ciccus, piccola quantità, sono assaggini di piatti tipici veneziani a base di pesce, carne e verdure e le ombrete di vino sono i bicchieri di vino che vengono chiamati ombre perché anticamente i venditori di vino in Piazza San Marco rincorrevano l’ombra del campanile per proteggere il vino dai raggi del sole.

Quando torno a Venezia, specialmente se sono con amici che vengono con me per il fine settimana, invece di sedermi in un solo bàcaro, preferisco fare quello che io chiamo il “giro della morte ” ossia fare il giro dei miei Bàcari preferiti mangiando e bevendo qualcosina in ogni posto…tanto a Venezia la patente non te la può ritirare nessuno !

foto6Fare un giro per bàcari a Venezia è un’esperienza che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero provare, non solo per assaggiare i fantastici cicheti accompagnati da un ombreta de vin o da uno spritz (aperitivo con vino bianco, buccia di limone o arancia, acqua, Aperol o Campari), ma specialmente per lo spettacolo artistico che può regalare girare per una città come la mia.

Il gusto, la vista, il tatto…forse esistono poche occasioni, come quella di una gita a Venezia, per deliziare tutti i sensi così intensamente.

 

 

moecAlcuni esempi di cicheti da provare: nervetti con cipolla, fagioli in umido, seppioline grigliate, polipetti, alici marinate, sarde in saor, zucca in saor, anguille marinate, aringa, mezzo uovo con acciuga, frittata con radicchio di Treviso, spienza (milza) alla veneziana, polpette e alici fritte al momento, polenta o crostini con baccalà mantecato e moeche fritte. Due volte l’anno, ad aprile e a novembre, i granchi di piccola taglia cambiano il guscio duro e quindi diventano molli. A questo punto non resta che prenderli, infarinarli, friggerli in olio bollente e mangiarli tutti interi!

 

 

LA MIA “TIPICA” GIORNATA VENEZIANA…CON AMICI

(se son da sola sto casa e magno con la mamma )

Se sono a Venezia con amici e voglio far conoscere loro gli angoli che più amo di Venezia…non posso non finire con un bel giro per bàcari anche se…una capatina all’Harry’s bar (che proprio un bàcaro non è…) non me la faccio mai mancare.

santefLa mattina ci si sveglia con calma e se la giornata lo permette, si va a fare colazione all’aperto in uno dei bar in campo S.Stefano …amo quel campo, ci sono cresciuta e mi da sempre un gran senso di tranquillità e allegria.

 

 

 

 

 

foto55A quel punto, armati di scarpe comode, si parte per un bel giro a piedi cercando di arrivare nelle vicinanze di Piazza S.Marco poco prima di pranzo in modo da fare una capatina all’Harry’s bar in calle Vallaresso. Ci si siede al banco e si ordina un Bellini (prosecco e polpa di pesca) e un pierino (una specie di toast fritto nell’olio ! Da paura)

Ci si ferma a pranzo all’Harry’s bar o si va altrove (dei miei ristoranti preferiti a Venezia ve ne parlerò un’altra volta) e poi si continua la passeggiata fino alle 16 circa, a quel punto si torna a casa a riposare i piedini che dovranno ben presto rimettersi in cammino per il “giro della morte per bàcari”.

 

 

foto2Si riparte verso le 18 in direzione “Bottegon, cantina di vini già schiavi” vicino al ponte dell’Accademia. A Venezia i maschi si devono arrendere perchè non abbiamo le vie, ma i quartieri e quindi se volete trovare un posto…bisogna chiedere indicazioni ai veneziani ! So gli uomini odiano chiedere, se non al loro navigatore, ma a Venezia vi toccherà parlare !

Si inizia con i loro mitici cicheti e un’ombra de vin. Non esageriamo perché il giro è lungo!

 

 

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Per fare prima e per non farci mancare anche un bel giro in barca…si va al ponte dell’Accademia e si prendere la linea 1 in direzione ferrovia per poi scendere alla fermata Rialto Marcà. Eh via di corsa ai DO MORI, uno dei bàcari storici di Venezia che però chiude alle ore 20

 

 

 

 

 

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 Dopo i mitici DO MORI si torna vicino a dove siete scesi con il vaporetto e si cerca “AL MARCA’ “, è un buco affacciato sul campo, ma fanno degli ottimi spritz e dei mini paninetti fantastici !

Si prosegue il giro della morte chiedendo indicazioni per andare verso campo S.Polo e si inizia a camminare…ad un certo punto sulla sinistra apparirà un bàcaro che si chiama…

 

 

 

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“I SEMEI”. Dentro è piccolo e pieno di foto di gemelli attaccate alle pareti e fuori ci sono dei tavolini quindi potete fare una piccola pausa per i vostri piedini. Scegliamo un paio dei loro mitici crostini e le polpette, ordiniamo un’ombra de vin e ci sediamo fuori in calle.

 

 

 

 

 

foto22Si fa una bella passeggiata partendo da Rialto verso Campo S.Polo.  Si chiede dell’imbarcadero del vaporetto di S.Toma e si prende di nuovo la linea 1 diretti alla prima fermata: S.Angelo. Se non avete la carta venezia, appena arrivate a Venezia fate un bel biglietto valido 24/48 ore o altrimenti ogni viaggio vi costerà ben 7 euro, più di 2 spritz!

 

 

 

 

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Li dietro, in calle delle Botteghe troverete la Trattoria da Fiore (siamo di nuovo vicino al mio amato Campo S.Stefano). Non andate al ristorante, ma fermatevi al banco del bàcaro, ci troverete Paolo o Laura, dite che vi mando io. Quella per me è come una seconda casa, li adoro. Fatevi uno spritz o un’ombra de vin e assaggiate tutto, ma proprio tutto !

 

Se avete ancora fame, cosa che vedo alquanto impossibile, andate a cena !

 

 

Di sicuro a Venezia ci sono mille altri posti che varrebbe la pena vedere e provare,  ma questi sono quelli che amo io e siccome il blog è mio…CIAPAAAAAA